La caduta della Sinistra (vista da sinistra)

Settembre 11, 2025

Una riflessione sulle contraddizioni dell’ambiente culturale della Sinistra italiana

C’è stato un tempo in cui essere di Sinistra significava molte cose: uguaglianza sociale, abbattimento delle differenze, il ripudio di ogni forma di conflitto, l’abbraccio nei confronti degli ultimi e la lotta contro ogni tipo di discriminazione.

Sono stato un giovane studente universitario di Filosofia che portava con orgoglio i suoi ideali tardo-marxisti come una medaglia al valore, in contrapposizione con le posizioni destrorse di quella fetta di studenti — spesso di ingegneria ed economia — che un giorno avrebbe composto il mondo imprenditoriale del paese: professionisti, titolari d’azienda, imprenditori.

Per dirla alla Marx, il mondo dei padroni.
Portavo con me questo carico di ideali non negoziabili.

E ora? Cos’è successo? Dov’è finita quella Sinistra a cui mi sentivo fiero di appartenere?

Qualche anno fa lessi un libro di Rampini intitolato La notte della sinistra, e già allora compresi che i politici che avrebbero dovuto essere i miei punti di riferimento si stavano spostando verso una sfera centroliberista, finendo per somigliare più ai vecchi berlusconiani che ai democratici di un tempo.

La pandemia accese in me una spia ancora più rossa.
Non tanto per le decisioni prese — spesso sacrosante, anche se dure, che limitarono le nostre libertà fondamentali — quanto per l’atteggiamento oltranzista di molti esponenti di quell’area politica.

Negare la presenza del Covid fu follia da decerebrati, ma fingere di non vedere l’uso strumentale e politico di quella crisi gravissima fu da imbecilli patentati.

Soprattutto se ricordiamo che la leggenda vuole che “noi di Sinistra siamo più colti e intelligenti degli altri”.
Nemmeno il tempo di mettere da parte le ferite della pandemia, che le nazioni hanno preso fuoco: dall’invasione russa dell’Ucraina fino all’attentato del 7 ottobre 2023 di Hamas, che ha scatenato l’orrore della reazione israeliana.

Da mesi un popolo soggiogato da un gruppo terroristico paga col sangue colpe che non gli appartengono.

Israele, che occupa da decenni territori dichiarati “non suoi”, ha alimentato un sistema di apartheid che ha accentuato ancora di più differenze sociali già abominevoli.

Cosa c’entra tutto questo con il tramonto della Sinistra?
Direi tutto. Basta osservare politici, intellettuali (o presunti tali), giornalisti, personaggi televisivi e persino gente comune.
Molti si sono chiusi in un delirio che odora pericolosamente di nazionalsocialismo.

Per carità: se mi dici che sei contro il governo israeliano, sono con te. Stanno commettendo atrocità di cui la storia chiederà conto. Ma se impedisci ad attori israeliani di partecipare a un festival del cinema, se fischi l’inno israeliano in uno stadio, se bruci bandiere nelle manifestazioni pacifiste, se commenti con feroce gioia l’assassinio di un attivista perché “amico dei sionisti”, se applaudi a ristoratori che affiggono cartelli “Vietato l’ingresso ai sionisti” — eco inquietante del momento più buio della storia dell’uomo, avvenuto non nei secoli lontani ma solo ottant’anni fa — allora non sei un antisionista che lotta per la pace.

Sei un antisemita. Esattamente come lo furono i tedeschi imbottiti di propaganda nella prima metà del Novecento.

E io, che sono cresciuto nel mito di una Sinistra vicina al popolo, pacifista sul serio, in lotta contro ogni discriminazione, oggi provo orrore nel leggere sui social frasi come: “non rompessero più il cazzo con il Giorno della Memoria, per me non esiste più”.

Se questa è la Sinistra di oggi — una paccottiglia neoliberista che pensa solo ai diritti civili (che io sostengo con convinzione), dimenticandosi però dei diritti sociali e del lavoro, e che si lascia infettare da un sentimento maleodorante, figlio della banalità del male — allora io non sono dei vostri.

E se aggiungiamo, su questa bilancia già sporca, anche gli impulsi guerrafondai di molti politici di centrosinistra, esaltati dall’idea di allargare il conflitto con la Russia fino a rischiare la Terza guerra mondiale, allora non ho dubbi: questa Sinistra è molto peggio della Destra cafona che un tempo combatteva.
E lo dico da sinistra.

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