Tra cortei e manifestazioni pubbliche, tutta la Penisola si muove in favore della Palestina
Il messaggio che arriva dall’Italia tutta è chiaro e inequivocabile: stop al Genocidio di Gaza. Nella mattinata di oggi, 22 settembre, ogni città sta vivendo la propria protesta, con cortei e scioperi pubblici che hanno l’obiettivo di mandare un segnale forte e deciso a tutto il mondo, dimostrando come l’Italia si schieri contro la fornitura di armi allo Stato d’Israele, l’aumento delle spese militari e lo sfruttamento del lavoro. Numerose, infatti, sono le “conseguenze” di questa mattinata: a Roma è stata chiusa la stazione Termini, a Milano l’M4, e tutti i settori pubblici e privati stanno in qualche modo soffrendo la situazione. Scuole, università, ospedali, strade urbane ed extraurbane fanno da palcoscenico ad uno spettacolo simbolicamente rilevante. A Bari è in corso un grande corteo, partito dal Molo, e circa il 70% dei trasporti pubblici ha risposto presente, così come nelle altre province pugliesi. All’altezza di Firenze, invece, è stato bloccato un casello autostradale in segno di dissenso contro quanto accade quotidianamente dall’altra parte del globo. Ma anche numerosi treni cancellati nel bolognese e in tutta l’Emilia-Romagna, piuttosto che un corteo che ha avuto inizio dall’Università della Sapienza, nella Capitale, per poi spostarsi in giro per la città. Anche la città di Cosenza, dal canto suo, si è mossa, con manifestazioni pubbliche, minuti di silenzio nelle scuole e scioperi dei trasporti fin dalle prime ore del giorno. Tutti uniti nel lanciare un unico segnale di solidarietà verso il popolo palestinese.
