Tra reparti che si rimpallano le responsabilità, attese interminabili e sale affollate, un paziente trascorre un’intera giornata per una fasciatura ortopedica di routine
COSENZA – Un gesso, un gesto medico semplice e di routine, può trasformarsi in un calvario lungo un’intera giornata. È quanto accaduto all’ospedale “Annunziata” di Cosenza, dove un paziente con una sospetta frattura ha dovuto affrontare ore di attese snervanti, passaggi da un reparto all’altro e porte che si chiudevano senza dare risposte.
L’odissea del paziente: rimpalli tra Pronto Soccorso e Ortopedia
Secondo quanto riferito da diversi testimoni presenti nel reparto, la vicenda è stata segnata da un continuo rimpallo di responsabilità tra i medici del Pronto Soccorso e quelli dell’Ortopedia. Il paziente, in evidente difficoltà, è stato costretto a spostarsi più volte da un reparto all’altro in cerca di qualcuno che prendesse finalmente in carico il suo caso.
L’esasperazione dei familiari
«Dal triage ci hanno mandato in Ortopedia, ma lì ci hanno rimandati indietro perché mancava la richiesta del pronto soccorso. Poi di nuovo in attesa, e infine ci hanno detto di aspettare il turno dell’ortopedico di guardia. Tutto questo per un gesso», racconta un familiare, ormai esasperato.
Sale d’attesa affollate e tempi infiniti
Intanto, la sala d’attesa del Pronto Soccorso è rimasta gremita: decine di persone in fila per visite e controlli, tra barelle, sedie occupate e corridoi congestionati. Mancanza di personale, carichi di lavoro insostenibili e una gestione organizzativa carente contribuiscono a dilatare i tempi, esasperando pazienti e familiari.
La voce dei cittadini: «Manca rispetto per chi soffre»
«È inaccettabile che per un intervento elementare si debba attendere un giorno intero», commentano altri pazienti. «Non è solo inefficienza, è mancanza di rispetto verso chi soffre».
Interrogativi sulla sanità locale
L’episodio riaccende i riflettori su un tema ormai cronico: l’organizzazione dell’emergenza e la comunicazione tra reparti nell’ospedale più importante della provincia. Ancora una volta, a pagare le conseguenze di un sistema sanitario locale in affanno sono i cittadini, costretti a vivere sulla propria pelle le carenze strutturali e gestionali.
