Rende, meno verde e più cemento: Ghionna attacca la Giunta

Ottobre 7, 2025

«Decisione che sacrifica gli spazi pubblici per favorire il costruito. Un passo indietro per la qualità della vita»

RENDE (CS) – Una delibera comunale che sta già facendo discutere. La Giunta e la maggioranza del Consiglio comunale di Rende hanno approvato una modifica urbanistica che, secondo le opposizioni, rappresenta «un passo indietro per la qualità della vita in città». A lanciare l’allarme è Marco Ghionna, ex candidato a sindaco e capogruppo in consiglio di Futura, che in una nota esprime forte contrarietà:
«Rende rischia di sacrificare gli spazi pubblici per favorire il costruito. Dalla Giunta e dalla maggioranza una delibera che lascia assolutamente perplessi. Noi fermamente contrari a questa impostazione che non fa ben sperare e apre delle dinamiche urbanistiche di dubbia efficacia e trasparenza».

La delibera: soglia alzata da 1000 a 2500 mq

La decisione approvata in Consiglio comunale, con il voto contrario di tutta l’opposizione, prevede l’aumento da 1000 a 2500 metri quadrati della soglia entro la quale i costruttori, anziché cedere aree destinate a verde, parcheggi e servizi, possono semplicemente pagare un corrispettivo economico al Comune.
«In parole semplici – denuncia Ghionna – meno parchi, meno spazi per i bambini, meno luoghi di incontro per le famiglie e più cemento».

«Tradito lo spirito delle norme urbanistiche»

Per l’esponente della minoranza, la scelta «tradisce lo spirito originario delle norme urbanistiche, pensate per garantire che ogni nuovo edificio portasse con sé anche pezzi di città pubblica: spazi verdi, piazze, servizi».
«Con questa modifica – prosegue – si mette al primo posto la convenienza del costruire, lasciando potenzialmente i cittadini con quartieri più densi e meno vivibili. Chi governa sembra più attento alle esigenze dell’edificato che a quelle della comunità. Era un sospetto che avevamo già percepito in campagna elettorale ed adesso inizia a trovare una sua definizione operativa».

Un modello di città in discussione

Ghionna critica l’impostazione adottata dalla maggioranza, ritenendola in controtendenza rispetto alle attuali linee guida in materia di sostenibilità e rigenerazione urbana:
«In un’epoca in cui si parla di rigenerazione urbana, sostenibilità e salute pubblica, Rende dimostra di andare in controtendenza, preferendo al futuro dei suoi spazi collettivi un’entrata immediata nelle casse comunali. Una soluzione alternativa è semplicemente non costruire finché non saranno garantite le condizioni di vivibilità».

Appello per un nuovo piano urbanistico

Il capogruppo di Futura lancia infine un appello per una pianificazione più lungimirante:
«Rende ha bisogno di un nuovo piano urbanistico, e presto. Ma deve essere un piano che tuteli le condizioni di vivibilità che hanno sempre caratterizzato la città. Il contrario sarebbe cedere a fretta e approssimazione, rischiando di trasformare Rende in un agglomerato disordinato ed entropico, come già si osserva in aree nate senza una visione di insieme, basti guardare al quartiere Maiorana».

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