Occhiuto verso la riconferma: Tridico ammette la sconfitta con commozione

Ottobre 7, 2025

«È stata una battaglia vera, intensa, breve». Da Rende l’ex presidente dell’Inps ringrazia i sostenitori e apre a un nuovo impegno per la Calabria

RENDE (CS) – Le urne si sono chiuse da poco e gli spogli sono ancora in corso, ma il verdetto delle elezioni regionali calabresi sembra ormai tracciato. Roberto Occhiuto, presidente dimissionario e candidato del centrodestra, viaggia spedito verso la riconferma a governatore. Le proiezioni, ancora non del tutto stabili, lo attestano tra il 58 e il 62% dei consensi secondo gli exit poll: un margine netto che lascia poco spazio a sorprese.

Il principale sfidante, Pasquale Tridico, esponente del campo largo e già presidente dell’Inps, non è riuscito a scalfire il consenso di Occhiuto. I suoi progetti per una Calabria diversa non hanno convinto a sufficienza l’elettorato, che ha scelto di dare nuovamente fiducia al centrodestra.

In conferenza stampa da Rende, subito dopo i secondi exit poll, Tridico ha rotto il silenzio con parole cariche di rispetto e senso istituzionale:
«Ho telefonato il presidente Occhiuto per fargli i miei più sinceri complimenti e le congratulazioni per questa vittoria, sperando per il bene dei calabresi che possa governare al meglio per risolvere i tanti problemi irrisolti che abbiamo in Calabria, dalla sanità alle infrastrutture».

«Una battaglia vera, intensa, breve»

Con voce rotta dall’emozione, Tridico ha definito questa campagna «una battaglia vera, intensa, breve, molto breve». Le dimissioni anticipate di Occhiuto, ha spiegato, hanno colto di sorpresa il fronte progressista, costringendolo a correre contro il tempo. «Il campo progressista ha dato una risposta vera e ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto», ha aggiunto.

Secondo Tridico, la tornata elettorale è stata «causata in modo opportunistico da Occhiuto per farci trovare impreparati». Nonostante ciò, la risposta è stata «forte e carica di significato», soprattutto nelle aree interne dove il tema dello spopolamento ha risuonato profondamente. Non a caso, l’affluenza si è fermata poco sopra il 43%: «Un dato critico, frutto da un lato dello spopolamento – tanti elettori vivono fuori per lavoro e studio – e dall’altro della crescente disaffezione».

«Servono strategie radicali»

Tridico ha rivendicato l’importanza di una politica capace di proporre visioni coraggiose:
«La politica deve dare risposte, deve fare le cose e non si deve avere paura di fare proposte radicali. Ci vuole una politica di strategia industriale, ho cercato di raccontarlo ma evidentemente non è stato sufficiente. Sta a noi rafforzare questa posizione. Su questo il campo progressista deve essere ancora più forte e chiaro».

Delusione e orgoglio

Non sono mancati momenti di forte commozione quando Tridico ha parlato del proprio percorso:
«Da parte mia c’è grande delusione – ha ammesso – ma mi conforta il sostegno e la grande forza di volontà degli amici, degli attivisti e dei volontari che si sono prestati in questa campagna con tanto spirito di sacrificio e senso del dovere».

Ha poi definito la sua candidatura «una scelta di servizio alla comunità, fatta con orgoglio, per la mia terra, la terra che amo». Ha ringraziato lo staff, i collaboratori, il fratello e tutte le forze progressiste che hanno sostenuto la sua corsa.

Uno sguardo al futuro

Nonostante la sconfitta, Tridico non chiude la porta al futuro:
«Da qui parte un nuovo impegno da parte di tutti noi per riportare le persone a sperare in una Calabria di sviluppo. Penso che la politica debba fare di più».

Tra gli applausi commossi della sala, il candidato ha salutato i suoi sostenitori, lasciando intendere che il suo contributo alla vita politica calabrese non si esaurisce con questa tornata elettorale.

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