Alla scoperta della malattia varicosa con il dottor Sergio Filippo
Quando le gambe iniziano a farsi pesanti, i piedi si gonfiano a fine giornata e qualche vena inizia a spuntare sotto la pelle, spesso ci si limita a pensare: “È solo un po’ di stanchezza”. Ma dietro questi segnali può nascondersi qualcosa di più: la malattia varicosa, una condizione cronica che colpisce milioni di persone, soprattutto donne, e che, se trascurata, può evolversi in forme più serie.
Per aiutarci a fare chiarezza, abbiamo incontrato il dottor Sergio Filippo, angiologo di lunga esperienza e profonda umanità, oggi attivo presso il Poliambulatorio di Quattromiglia di Rende, in Calabria. Con un curriculum internazionale e una passione per la scrittura che si riflette anche nella sua visione della medicina, il dottor Filippo ci accompagna in un viaggio tra scienza, prevenzione e…poesia.
Cos’è davvero la malattia varicosa?
«È una patologia che riguarda il sistema venoso superficiale, in particolare delle gambe. Le vene perdono elasticità e, quando le valvole interne non funzionano più bene, il sangue tende a ristagnare verso il basso. Il risultato? Quelle vene gonfie e visibili che chiamiamo varici. Ma attenzione: non è solo un problema estetico. Se non curata, la malattia può peggiorare e portare anche a complicazioni gravi, come le ulcere».
Attenzione ai segnali (spesso sottovalutati)
Gambe pesanti, caviglie gonfie, formicolii, crampi notturni… sono fastidi comuni, ma possono essere i campanelli d’allarme.
«Con il tempo – spiega il dottor Filippo – le vene diventano visibilmente dilatate, possono comparire macchie scure sulla pelle, dolore, fino alle ulcere nei casi più avanzati».
Quali sono le cause?
Le principali sono:
Fattori genetici (se mamma o papà ne soffrono, è più probabile che accada anche a te), sedentarietà, sovrappeso, gravidanza, età, stare molte ore in piedi o seduti, ormoni femminili (infatti le donne sono le più colpite).
Come si diagnostica?
«Con una visita angiologica e un esame ecocolordoppler – spiega l’esperto – che ci permette di valutare il flusso del sangue nelle vene e capire se ci sono valvole difettose. È un test indolore, fondamentale per impostare la giusta terapia».
A che punto siamo? La classificazione CEAP
La malattia varicosa si divide in stadi clinici che vanno da C0 (nessun segno visibile, solo sintomi) fino a C6 (con presenza di ulcere). Questo aiuta i medici a scegliere la cura più efficace, personalizzata sul paziente.
Si può curare senza bisturi?
Assolutamente sì!
«Nelle forme iniziali possiamo usare calze elastiche, farmaci flebotonici e correggere lo stile di vita. Movimento quotidiano, niente fumo, alimentazione sana, evitare lunghe ore in piedi o seduti: sono abitudini semplici ma potenti».
Le tecniche mini-invasive: chirurgia sì, ma intelligente
E quando serve intervenire? I
l dottor Sergio Filippo è uno dei massimi esperti della tecnica CHIVA, un approccio chirurgico conservativo, ideato dal professor Claude Franceschi, con cui ha collaborato a Parigi.
«Con la CHIVA – spiega – non si toglie la vena malata, ma si riorganizza il flusso del sangue al suo interno. Si corregge il problema senza distruggere il patrimonio venoso, che può rivelarsi prezioso in futuro, ad esempio per bypass coronarici. È un approccio rispettoso, efficace e durevole».
Altre opzioni? Ce ne sono!
Esistono anche trattamenti come la scleroterapia ecoguidata, la termoablazione con laser o radiofrequenza. Si fanno in ambulatorio, in anestesia locale, con tempi di recupero brevi e buoni risultati estetici. Ma prima di ogni scelta, serve sempre un’accurata diagnosi.
Prevenzione: il segreto sta nei piccoli gesti
Ecco i consigli del dottor Sergio Filippo per tenere lontane (o a bada) le varici:
✅ Cammina ogni giorno
✅ Mantieni il peso forma
✅ Evita di fumare
✅ Alza le gambe quando puoi
✅ Non indossare abiti troppo stretti
✅ Usa calze elastiche se stai molto in piedi
✅ Evita fonti di calore diretto
Il dottor Sergio non è solo un medico, ma anche un poeta della salute.
Nel suo libro “Tocchi di colore sulla tela della vita” parla di medicina come arte dell’ascolto e dell’empatia.
«Curare – ci dice – significa incontrare l’altro. Non basta eliminare una malattia, bisogna prendersi cura della persona. Anche nella sofferenza c’è spazio per un colore nuovo, un messaggio di speranza. La salute non è solo assenza di sintomi, ma presenza di vita, gioia, consapevolezza».
In conclusione
La malattia varicosa non è solo un “problema estetico”. È una condizione da conoscere, prevenire e curare con attenzione e rispetto per il corpo. E grazie a medici come il dottor Filippo Sergio, oggi abbiamo non solo tecnologie all’avanguardia, ma anche una medicina capace di parlare al cuore.
Vuoi saperne di più o fare un controllo? Non aspettare i sintomi gravi: ascolta le tue gambe e prenditene cura, affidandoti alla professionalità dell’angiologo Sergio Filippo.

