COSENZA – Si è svolta a Cosenza una due giorni di confronto scientifico, formazione e sensibilizzazione sul botulismo. Questa patologia è rara ma molto insidiosa. Il convegno si intitolava “Botulino: il veleno che ferma il respiro – Il valore della tradizione, l’importanza della prevenzione”.
L’evento è stato promosso dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Inoltre, ha ricevuto il patrocinio della Regione Calabria, dell’Università della Calabria, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e degli ordini professionali sanitari territoriali.
Il direttore dell’UOC Terapia Intensiva e Anestesiologia dell’AO di Cosenza e professore all’UNICAL ha spiegato gli obiettivi. In primo luogo, volevano valorizzare la tradizione del Meridione. Qui si producono molte conserve alimentari. Inoltre, hanno voluto sottolineare le norme igieniche e i comportamenti corretti nella produzione di alimenti. Infatti, il botulismo è tornato attuale. Ci sono stati casi recenti a Diamante e altri trattati prontamente grazie alla disponibilità dell’antitossina botulinica.
Botulismo: i temi del convegno
Durante il convegno, gli esperti hanno parlato di aspetti epidemiologici, diagnostici, tossicologici e clinici del botulismo. Inoltre, hanno illustrato la gestione delle emergenze. Si è discusso della disponibilità dell’antitossina, dell’organizzazione della risposta sanitaria, dell’intervento ventilatorio e della prevenzione delle intossicazioni alimentari. Così, i partecipanti hanno compreso l’importanza di coordinare ogni fase dell’intervento.
Il direttore generale dell’AO di Cosenza, Vitaliano De Salazar, ha sottolineato l’importanza dell’incontro. Non si trattava di una celebrazione. Piuttosto, era un momento per approfondire il tema e rivedere il sistema sanitario regionale. Infatti, il botulismo rappresenta un’emergenza atipica. Non è massiva, non è facilmente perimetrabile e, pertanto, richiede linee guida più dettagliate dal Ministero della Salute.
Infine, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha annunciato un accordo con il Ministero della Salute. In questo modo, la Terapia Intensiva dell’ospedale Annunziata di Cosenza diventerà un microdeposito autorizzato per l’antitossina botulinica. Sarà l’unico nel Sud Italia. Questo garantirà tempi di intervento rapidi, maggiore autonomia operativa e, soprattutto, un ruolo strategico per tutto il Mezzogiorno.
