Bandiere, cori e vernice rossa: la città si unisce al grido di pace che attraversa l’Italia
COSENZA – Come a Roma, Milano e Napoli, anche Cosenza ha fatto sentire la propria voce. La piazza si è riempita di bandiere palestinesi, di cori lanciati a squarciagola per chiedere che la guerra finisca. Protagonisti gli studenti, ma non solo: anche chi passava per caso ha rallentato il passo, si è fermato ad ascoltare e si è lasciato coinvolgere dai racconti e dalle esperienze di chi, laggiù, ha toccato con mano la disperazione e la morte.
La protesta è stata un atto di solidarietà, ma anche una richiesta forte e chiara alla politica: alzare la voce, farsi parte attiva nella ricerca di una soluzione di pace che sia definitiva, non un fragile compromesso destinato a spezzarsi.
In piazza, a terra, la vernice rossa. Simbolo del sangue che continua a scorrere. Poi il corteo, che ha attraversato la città al ritmo dei tamburi, portando con sé slogan, emozioni e sguardi di passanti e automobilisti, trascinati in un’ondata collettiva di partecipazione.
Il finale è stato un annuncio: lunedì 22 settembre si terrà una grande manifestazione regionale. Un appuntamento che vuole unire le voci di tutta la Calabria. Perché, come si è gridato in piazza, la Calabria sa da che parte stare.
