Nicola Leone, l’uomo del futuro calabrese: tra il nuovo ospedale di Cosenza e il trono della sanità regionale

Ottobre 31, 2025

All’inaugurazione istituzionale del nuovo ospedale l’ex rettore Unical domina la scena e si avvia verso un ruolo chiave nel ridisegno della sanità calabrese

Cosenza resta fuori dal tavolo, ma non dalla storia che si sta scrivendo. Nel giorno del simbolico “taglio del nastro” in Cittadella del nuovo ospedale di Cosenza – che sorgerà però a Rende – i riflettori sono tutti per lui: Nicola Leone, l’ex rettore dell’Unical. L’uomo che Roberto Occhiuto, presidente della Regione, ha eletto a simbolo della sua rivoluzione sanitaria.

È il “visionario”, l’“illuminista”, l’innovatore che ha catturato la fiducia del governatore in versione modernizzatrice. Colui che, non senza frizioni, ha smontato e rimontato pezzi dell’architettura sanitaria regionale. Dopo la battaglia sulla città unica – con il nuovo hub ospedaliero posizionato sulle colline di Arcavacata – Leone torna protagonista, più che mai.

Policlinico? Ospedale hub? Chiamatelo come volete. Con buona pace di chi continua, per tattica o nostalgia, a usare vecchie definizioni: il baricentro della sanità bruzia è già nel futuro, e porta la firma Leone.

Sin dal suo ingresso sulla scena sanitaria, l’ex rettore è stato percepito come la reincarnazione del cambiamento per Occhiuto. Un ruolo strategico che ora potrebbe tradursi in potere formale. Non solo parole, ma proposte “che non si possono rifiutare”, per citare un celebre film.

Un posto in giunta regionale? Il “capo” glielo ha già messo sul tavolo. Risposta riservata, almeno per ora. Ma non finisce qui: all’orizzonte incombe la prima grande riforma dell’Occhiuto bis – niente matematica, ma una rivoluzione politica – con la nascita delle Aziende ospedaliere provinciali e le Asp relegate alla sola medicina territoriale.

E chi, se non Leone, potrebbe guidare la nuova Aop di Cosenza, nel cuore del nuovo ospedale? Una traiettoria quasi naturale, una regia che sembra scritta.

Nel frattempo, la realtà stringe. All’Asp di Cosenza si prepara il congedo di Graziano e l’arrivo di un commissario: ancora una volta, Leone è in pole. Sempre in pole. Un nome che riecheggia quello del Papa in carica: segno dei tempi, destino o solo ironia della politica? Forse, ma una cosa è certa: non accade mai per caso.

Cosenza assiste, Rende incassa, la Calabria osserva.
E Nicola Leone, con passo misurato ma deciso, sembra già camminare verso il trono della sanità regionale.

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