Macbeth di William Shakespeare: la folle ambizione dell’uomo

Settembre 13, 2025
macbeth di william shakespeare

La folle rincorsa di colui che divenne re nel sangue, fino alla sua rovina

Parlare di William Shakespeare è facile, ma allo stesso tempo tremendamente difficile.
Stiamo infatti nominando quello che è il più grande drammaturgo della storia (sfido chiunque a dimostrarmi il contrario), colui che ha saputo decodificare l’essere umano come nessun altro.

Amore, ossessione, gelosia, mania di possesso, coraggio, ambizione, vendetta, crudeltà… nel mondo letterario di Shakespeare troviamo tutte le emozioni umane, da quelle alte che ispirano arte e poesia (come quelle che hanno toccato lui) a quelle più basse, che fanno emergere la parte bestiale dell’essere umano, quel lupo che Hobbes sosteneva avesse bisogno attorno a sé di uno stato autoritario che ne potesse contenere la furia distruttiva.

Ebbene, il Macbeth mette in risalto soprattutto questo lato oscuro dell’animo umano.

Quest’opera, probabilmente la più cupa e sanguinaria tra le tantissime realizzate dal Bardo inglese, è un compendio di tutte le depravazioni della volontà spinta verso la cieca corsa al successo (cosa che potrebbe raccontare alla perfezione anche il nostro mondo di oggi, con i nuovi yuppies pronti a tutto pur di arrivare al tanto agognato elevato tenore di vita).

La storia di Macbeth, valoroso generale scozzese, che al termine di una delle sue tante battaglie incontra nella nebbiosa brughiera delle streghe.

Queste gli sussurrano una premonizione: egli sarà re.
Da qui parte la furiosa brama del protagonista e di sua moglie, Lady Macbeth, ancora oggi uno dei personaggi più affascinanti, ambigui e sfaccettati nella storia della letteratura.

Sarà proprio lei, infatti, a soffiare sul fuoco dell’ossessione del marito, attraverso dialoghi scritti da Shakespeare con una cifra stilistica non accessibile ai comuni mortali.

Il folle piano dei due esplode in un’escalation di violenza sanguinaria, che culmina con l’efferato assassinio del re Duncan compiuto proprio da Macbeth, che prenderà il suo posto come sovrano di Scozia.

Cosa succede a un uomo che arriva al potere tanto agognato?
Si spalancano per lui le porte della saggezza? Assolutamente no, e Shakespeare ce lo descrive in maniera chiara.
Macbeth vuole sempre di più e alza il livello di atrocità, facendo ammazzare tutti coloro che potrebbero mettere in pericolo il suo trono (anche donne e bambini).

Qui avviene una scissione nell’opera: mentre il sovrano continua nella sua spirale di odio e violenza, Lady Macbeth inizia a sentire il lato umano che emerge sotto forma di rimorso.

Un senso di colpa profondo che la porterà a pentirsi dei crimini commessi, con la memorabile scena di lei che, sonnambula, tenta di lavare il sangue della colpa dalle sue mani.

Uno dei più grandi personaggi femminili mai scritti da Shakespeare, con alcuni monologhi che, a parere di chi scrive, sono di quanto più elevato si possa solo immaginare di mettere insieme con le parole.

Macbeth andrà incontro all’inevitabile rovina, chiarendo ancora una volta il punto di vista dell’autore che con quest’opera ci ha lasciato enormi insegnamenti su quanto possa essere profonda la perdita dell’umanità a causa di un’ambizione spinta fino al limite massimo della follia.

Quella dimensione in cui la mente umana cede e inizia a vedere i fantasmi del senso di colpa, della rabbia, del rimpianto.

Una tragedia che si eleva ben oltre il rango di “libro da leggere”.
Macbeth è leggenda, in senso mathesoniano.

Un personaggio letterario passato alla storia per la sua perfidia, figlia di una folle rincorsa verso il successo a tutti i costi.
Una critica verso l’avidità e la brama di potere, che anticipa tratti che vediamo anche nel capitalismo moderno.

Una lezione per l’umanità intera, del suo tempo, di oggi e anche di domani.

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