Lucano fuori dalle regionali: la Severino lo dichiara incandidabile, ma lui non si arrende

Settembre 9, 2025

Il sindaco di Riace ed europarlamentare di Avs depennato dalle liste per la condanna legata al processo “Xenia”. I legali hanno già presentato ricorso, mentre Lucano promette: “Avanti comunque con Avs e con Tridico”.

Domenico “Mimmo” Lucano non potrà correre alle prossime elezioni regionali in Calabria. La decisione è arrivata dalle commissioni elettorali dei Tribunali di Reggio Calabria e Cosenza, che lo hanno dichiarato incandidabile depennandolo dalle liste di Avs sia nella circoscrizione Nord che in quella Sud.

Alla base del provvedimento c’è la legge Severino, applicata in seguito alla condanna a 18 mesi per un episodio di falso nel processo “Xenia”, legato alla gestione del sistema d’accoglienza dei migranti a Riace. Una vicenda giudiziaria che da anni accompagna il percorso politico dell’ex primo cittadino simbolo del modello Riace.

I legali di Lucano, gli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta, hanno già presentato ricorso alle Corti d’appello di Reggio Calabria e Catanzaro, chiedendo il reinserimento nelle liste. Una battaglia legale che non è nuova: lo scorso 1° luglio il Tribunale di Locri aveva già accolto un ricorso della Prefettura di Reggio Calabria, dichiarandolo decaduto da sindaco. Anche in quel caso, la decisione è stata impugnata e si attende l’esito in Cassazione.

Lucano parla di un “filo conduttore” che lega le varie vicende giudiziarie e istituzionali che lo hanno riguardato: “Questa situazione un po’ mi spegne l’entusiasmo – ha commentato – ma continuerò a sostenere con convinzione la lista di Avs e il candidato presidente Tridico. Per la prima volta siamo uniti, ed è una speranza per la Calabria. Andiamo avanti comunque”.

Sulla stessa linea Fernando Pignataro, segretario regionale di Sinistra Italiana, che definisce la vicenda “contraddittoria”. “Da Cosenza inizialmente non c’erano rilievi, salvo il ripensamento di oggi. I giudici hanno escluso l’abuso di potere previsto dalla Severino, eppure si è arrivati lo stesso all’incandidabilità. C’è qualcosa di molto politico in tutto questo. Resta l’orgoglio di avere come capolista un uomo delle istituzioni che rappresenta l’Italia in Europa”.

Per Lucano e per la sua lista, la partita è tutt’altro che chiusa: il verdetto delle Corti d’appello deciderà se la sua corsa elettorale potrà riaccendersi o se resterà un testimone esterno ma combattivo.

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