Calabria, una rivoluzione silenziosa nella prevenzione oncologica: l’ASP di Cosenza supera le medie nazionali

Settembre 9, 2025

Nel distretto Esaro-Pollino adesione record agli screening mammografici: 75-80%. Il segreto? L’alleanza con i medici di famiglia e l’uso intelligente di tecnologia e fondi PNRR.

Per una volta la Calabria non arriva ultima, ma segna un primato che sa di rivoluzione. Nel distretto Esaro-Pollino l’adesione agli screening mammografici ha raggiunto il 75-80%, una cifra mai vista prima e addirittura superiore alle medie nazionali. Un risultato che ribalta decenni di ritardi e che porta un vento di speranza nella prevenzione oncologica della regione.

La chiave del successo è stata la scelta di coinvolgere direttamente i medici di famiglia, organizzati nelle Aggregazioni Territoriali Funzionali (AFT). “È stata la scelta giusta – spiega Martino Rizzo, direttore sanitario dell’ASP di Cosenza –. Per la prima volta siamo andati oltre i valori previsti grazie ai medici che hanno condiviso l’obiettivo, individuato le pazienti e le hanno seguite nell’intero percorso”.

L’esperimento è nato dalla consapevolezza che le campagne tradizionali non bastavano. Anche i mezzi mobili della Carovana della Prevenzione, portati in piccoli comuni grazie a Komen Italia, avevano raccolto numeri inferiori alle attese. La svolta è arrivata quando si è deciso di cambiare approccio: non più messaggi generici, ma un contatto diretto, personale, costruito sul rapporto di fiducia tra paziente e medico di base.

Grazie alla piattaforma digitale AFT Net Medica Italia, i professionisti hanno potuto selezionare le pazienti eleggibili, contattarle una per una e semplificare le prenotazioni. Il risultato è stato immediato: adesioni impennate e timori superati.

Ma la rivoluzione non si è fermata all’organizzazione. Con i fondi del PNRR, l’ASP ha sostituito i vecchi mammografi con dieci apparecchi di ultima generazione distribuiti sul territorio, riducendo le disuguaglianze tra aree urbane e periferiche.

Il modello non resterà circoscritto all’Esaro-Pollino. “Abbiamo finalmente un metodo che funziona – spiega Angela Riccetti, coordinatrice dei distretti sanitari dell’ASP –. Ora lo estenderemo, certi che porterà gli stessi benefici anche altrove”. Per Antonio D’Ingianna, rappresentante provinciale della FIMMG, “l’organizzazione territoriale dei medici di famiglia in AFT è stata la chiave di svolta per trasformare l’adesione da un atto passivo a una scelta condivisa”.

L’ASP sta già applicando lo stesso modello anche agli screening del collo dell’utero, con l’introduzione dell’HPV test, e al tumore del colon. Per quest’ultimo restano criticità legate alla disponibilità di colonoscopie, ma si studiano soluzioni innovative, come la consegna e il ritiro a domicilio delle provette tramite Poste Italiane.

Non è solo un traguardo numerico: è la prova che anche in Calabria, quando organizzazione, tecnologia e fiducia si intrecciano, è possibile cambiare la storia della sanità.

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