“Primariati affidati senza concorso pubblico e danno alla formazione degli studenti di medicina”: l’associazione dei chirurghi ospedalieri presenta due ricorsi e annuncia battaglia legale
L’Acoi (Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani) ha notificato due ricorsi amministrativi contro gli atti aziendali della Asl di Rieti e dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Nel primo caso l’azione è stata presentata in via straordinaria al Presidente della Repubblica, nel secondo davanti al TAR Calabria.
Secondo l’associazione, gli atti contestati «non solo offendono e impediscono le carriere agli aiuti del presidio ospedaliero, ma rendono evanescente la formazione degli studenti in medicina e degli specializzandi», rispettivamente dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Università della Calabria (Unical).
“Violazioni delle norme nazionali”
Per l’Acoi, i provvedimenti adottati violerebbero le norme nazionali sulla formazione universitaria, materia che rientra nella competenza esclusiva dello Stato. Gli atti, afferma l’associazione, sarebbero stati conclusi attraverso accordi tra pubbliche amministrazioni sostitutivi di provvedimenti amministrativi, configurando dunque una materia di competenza del giudice amministrativo.
Richiesta di sospensione e timori per i pazienti
L’Acoi ha chiesto anche la sospensione immediata dell’efficacia degli atti impugnati, sostenendo che potrebbero arrecare un «grave danno ai pazienti che si affidano alle cure dei rispettivi ospedali». Nel mirino le nomine dei primariati medico-chirurgici, affidati a professori universitari senza concorso pubblico: una possibilità consentita soltanto alle Aziende Ospedaliere Universitarie (AOU).
Secondo i chirurghi ospedalieri, si tratterebbe di un «difetto grave nelle designazioni di responsabilità delle UOC», che potrebbe aver portato all’affidamento di incarichi delicati a personale medico «privo della necessaria esperienza, soprattutto chirurgica».
Esposti alle Procure e alla Corte dei conti
Non è la prima mossa dell’associazione. Già a luglio, l’Acoi aveva presentato esposti alle Procure della Repubblica e alle Procure regionali della Corte dei conti, ravvisando nelle vicende ipotesi di gravi violazioni.
Nuove azioni annunciate
L’associazione annuncia che impugnerà gli atti anche davanti ai Tribunali di Rieti e di Cosenza (sezioni Lavoro) per le parti che ledono diritti soggettivi. Inoltre, ribadisce l’impegno a contrastare le «30 sedicenti AOU operanti senza Dpcm» in Italia, chiedendone la regolarizzazione a tutela della formazione universitaria e degli specializzandi, prerogativa esclusiva delle vere Aziende Ospedaliere Universitarie.
Conclude l’Acoi: «Produrremo ogni intervento di tutela dei chirurghi ospedalieri in tutte le sedi, dove i loro diritti e le loro aspettative saranno violati».
