L’Accademia del Nulla: ascesa e caduta dei nuovi “dottori”

Novembre 2, 2025

Quando l’ignoranza e la supponenza si travestono da cultura e la vanità prende il sopravvento, il risultato è un’epidemia di “dottori” e “dottoresse” specializzati in autopromozione

C’è una nuova aristocrazia in circolazione, armata di assenza di umiltà.
Li riconosci subito: si presentano come “dottori in solo io so” o “esperti assoluti e unici” in qualche materia che solo a loro è stato concesso studiare”, ma il loro vero campo d’azione è uno solo.

Sono i profeti del Nulla, i sacerdoti della propria vanità travestita da competenza.

Questi sedicenti intellettuali si danno titoli da far tremare le pareti di università vere e si incoronano dottori, critici, curatori, filosofi dell’estetica, uniche persone al mondo a conoscere argomenti e materie, unici custodi di certi saperi.

Con tono grave e postura impostata, distribuiscono “perle di saggezza” come caramelle scadute, convinti di sapere chi hanno di fronte anche quando chi è di fronte gli lascia lo spazio di agire, non per competenza riconosciuta ma per tenerezza.

Si muovono, in ambiti che con fierezza e sicurezza pensano di poter padroneggiare.
Quando le lauree che solo loro hanno, li porta a organizzare “eventi culturali”, sanno sempre di trionfi dell’autoreferenzialità dove la cultura muore soffocata.
Mostre “inclusive”, conferenze “di alto profilo”, incontri “interdisciplinari”, “reading poetici” che mai nessuno si è sognato di organizzare prima di loro, tutto in realtà costruito su un vuoto così perfetto da meritare un premio per l’ingegneria del nulla.

Lì, tra un applauso di circostanza e un selfie con la locandina, si consuma la messa laica dell’ego.
Guai a far notare che il livello è più basso di un manuale di grammatica abbandonato in terza media: l’accusa di “invidia culturale” arriverà in tempo record.

Le buone maniere? Un optional.
La vera tragedia, però, non è la povertà di contenuti, ma l’arroganza che la accompagna.

Questi “professionisti della cultura” si credono superiori a chiunque non li aduli, incapaci di un confronto civile.
Si ergono a paladini del sapere, ma inciampano sulla grammatica del confronto e ignorano perfino la più basilare forma di cortesia: l’ascolto.

Perché chi davvero conosce la cultura, la vive con rispetto, non la usa come travestimento.
Nei social, ogni post è una cattedra, ogni like una laurea ad honorem, e attraverso le chat tutti sono forti e competenti.

Il tragico è che nessuno li smentisce perché armati di frasi affilate, e accusatorie.
Il risultato è un esercito di egocentrici convinti di essere fari dell’intelletto, quando in realtà sono solo lucciole nel buio della mediocrità.

Un tempo si diceva: “La cultura è ciò che resta quando si è dimenticato tutto ciò che si è imparato.”
Oggi, invece, la cultura è ciò che si finge di avere per non ammettere di non aver mai imparato nulla e per non accorgersi di non essere il “dottor” Nessuno o la “dottoressa “Niente.

E mentre questi finti dotti continuano a organizzare eventi sempre più pomposi e sempre più vuoti, resta un’unica certezza:
la vera cultura non ha bisogno di gridare, né di autopromuoversi, né di difendersi, si riconosce dal silenzio con cui sa parlare e dal sano confronto nel rispetto di tutti…cari sedicenti “dottori” e “dottoresse”.

Francesca Mirabelli

Francesca Mirabelli è una figura attiva nel panorama giornalistico e mediatico locale calabrese.

Attualmente ricopre il ruolo di editore di Cosenza Live, una testata che si occupa di informazione locale, offrendo notizie, approfondimenti, cultura, cronaca, eventi.

Oltre al suo lavoro editoriale, Francesca ha ideato e conduce il programma “Chicche Feline”, un format che si caratterizza per un approccio elegante, riflessivo, attento agli aspetti culturali, sociali, forse anche “di lifestyle”, che offre “graffi eleganti sul mondo di oggi” — come lei stessa ha descritto il suo progetto.

Fra i suoi compiti c’è anche la gestione della redazione: coordina il lavoro giornalistico, cura i contenuti, supervisiona la linea editoriale e si assicura che il prodotto informativo mantenga qualità, coerenza e pertinenza per il territorio servito.

Tra i suoi tratti emergono passione per l’informazione indipendente, attenzione alla cultura e società, desiderio di portare contributi originali al dibattito locale, e probabilmente una forte componente creativa che si manifesta nel format che cura.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Francesca Mirabelli

Francesca Mirabelli è una figura attiva nel panorama giornalistico e mediatico locale calabrese.

Attualmente ricopre il ruolo di editore di Cosenza Live, una testata che si occupa di informazione locale, offrendo notizie, approfondimenti, cultura, cronaca, eventi.

Oltre al suo lavoro editoriale, Francesca ha ideato e conduce il programma “Chicche Feline”, un format che si caratterizza per un approccio elegante, riflessivo, attento agli aspetti culturali, sociali, forse anche “di lifestyle”, che offre “graffi eleganti sul mondo di oggi” — come lei stessa ha descritto il suo progetto.

Fra i suoi compiti c’è anche la gestione della redazione: coordina il lavoro giornalistico, cura i contenuti, supervisiona la linea editoriale e si assicura che il prodotto informativo mantenga qualità, coerenza e pertinenza per il territorio servito.

Tra i suoi tratti emergono passione per l’informazione indipendente, attenzione alla cultura e società, desiderio di portare contributi originali al dibattito locale, e probabilmente una forte componente creativa che si manifesta nel format che cura.

Don't Miss