Giù le mani da Sofia, quali mani sul Cosenza? “Rinascere” è questione di ore, ma fate presto!

Gennaio 22, 2025

Parola chiave: rinascere. Accostare sacro e profano è esercizio pericoloso, ma qualche volta utile. E’ utile se serve a rimarcare la schizofrenia di un ambiente che, in preda alle emozioni, può far cavalcare sull’onda social foto, commenti, ricostruzioni ardite e spesso campate in aria. Che sia sul Cosenza, o sulla piccola Sofia (che non nomineremo più, ha molto da riposare) poco importa. Ciò che importa è ciò che questo martedì 21 gennaio 2025 ci lascia in consegna: la storia di uno scampato pericolo e quella di un pericolo imminente.

Ed eccola, in tutta la sua drammaticità, la situazione del Cosenza uscito prevedibilmente a pezzi dal Coni, relegato a tutti gli effetti sul “fondo” della classifica e con la classica gara “senza appello” alle porte. Nessuna sorpresa, nessuna attenuante, non è passata la linea dello scarico di colpe e del “non sapevo”, le scadenze federali non consentono ravvedimento una volta bucate.

E allora il giorno dopo quello del giudizio è il giorno giusto per comprendere cosa si muove attorno a un Cosenza sempre più silente e accartocciato su se’ stesso.

Qualsiasi notizia fondata, proprio come una vita venuta al mondo da poche ore, va maneggiata da mani esperte, che ne possano pesare la potenza e gestire l’impatto. Se più di una tra le penne autorevoli di questa città e più di una fonte portano dritto a una offerta concreta per l’acquisizione del pacchetto azionario del Cosenza Calcio, allora è lì che va battuto il ferro adesso che è tiepido, se non ancora caldo. Perchè l’alternativa di una presidenza che si protragga stancamente, e al ribasso, fino a fine stagione pare non essere più compatibile con la fame di chiarezza di una intera area urbana. E allora, che qualcuno parli o taccia concludendo, ma adesso.

Il tempo, come di consueto, gioca a favore di chi decide di non decidere, e raffredda gli entusiasmi della piazza, sempre più nervosa e rassegnata allo stesso tempo.

I tifosi del Cosenza nella trasferta di Cremona

Ma stavolta anche il silenzio potrebbe essere pieno di significati: qualora tutto il lavorìo sviluppato attorno alla trattativa non dovesse alla fine partorire nulla entro la fine di gennaio, qualsiasi sforzo sarà stato perfettamente inutile. E resterebbero in piedi tutti gli interrogativi più inquietanti sul perché Eugenio Guarascio non voglia, o possa allontanarsi, dal suo giocattolo rotto.

Detto in altre parole: una cessione a mercato chiuso sarebbe beffarda e improduttiva, almeno nel breve. E allora a nulla servirebbe discutere sulla necessità di salvare un brand e un patrimonio, quello della B, la cui perdita nel 2003, è costata cara a tante generazioni di giovani (compresa quella di chi scrive), depredate di uno spettacolo che, al di là della categoria, ha contribuito in quegli anni a rendere Cosenza una piazza stimata e con un pedigree di rispetto in cadetteria. Nel 2003 si arrivò tardi, anche quella volta si finì nel tritacarne della politica del calcio, e si pagò da liberi all’inferno. Un inferno durato 15 anni e macchiato da guerre intestine e approssimazione. E’ questo quello di cui abbiamo bisogno ora? E’ questo quello a cui ci sentiamo pronti?

La frustrazione attuale del tifoso cosentino e dell’addetto ai lavori, figure spesso sovrapponibili, è proprio quella di dover sperare in una rinascita in pochi giorni, in poche ore, in grado di spazzare via “l’indecisionismo” e garantire una continuità di progetto alle figure tecniche già presenti (ds, allenatore, gruppo squadra) e alle maestranze, ridando ossigeno a un settore giovanile che richiede attenzione e denari e presentando alla città idee chiare e rinforzi all’altezza. Per non sprofondare in un abisso conosciuto e che qualcuno sta sottovalutando per la seconda volta.

Tu che vuoi posare le tue mani sul Cosenza. Ora o mai più.

 

1 Comment

  1. Sono un tifoso 73enne e ne ho viste tante di porcherie cosentine… ma anche di miracoli e rinascite però! La mente va al Magico Cosenza e alle penalizzazioni più importanti (quella dei 9 punti) che hanno segnato e superato crisi ritenute insuperabili… di questa dei 4! Fin quando ci sarà la Passione del Meraviglioso Tifo Rossoblù il calcio cosentino vivrà in eterno…In attesa di un magnate serio e amante dei Lupi e…che vedrà oltre ogni sporco interesse finanziario la nostra bellissima Storia rivivrà! Forza Lupi Sempre!

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