Il nuovo addetto stampa del Cosenza: “Restiamo uniti per affrontare un campionato difficile”
Con qualche settimana di ritardo, Lupi si Nasce è tornata in onda con il suo classico format del lunedì sera. La nuova linea editoriale, stabilita dall’editrice Francesca Mirabelli in apertura, ha l’obiettivo di dar spazio e voce ai tifosi, ai giornalisti e a chiunque abbia voglia di esporsi.
Nella prima puntata stagionale, condotta da Cinzia Tassone e con la partecipazione di Luca Aiello, Luisa Cannataro e Mirko Borrelli, si è parlato del pareggio di Crotone e delle solite vicessitudini societarie. Ospite in studio Antonio Ferrari, tifosissimo rossoblù, mentre da remoto si è collegato il nuovo addetto stampa del Cosenza Calcio, Giovanni Folino, che ha risposto alle domande provenienti dallo studio e dagli spettatori. Queste le sue parole:
“Certamente il momento non è facile, mi aspettavo di affrontare situazioni abbastanza difficili, però devo ammettere che molte volte ciò che appare all’esterno non è in realtà uguale a ciò che avviene all’interno, dove comunque si respira un clima abbastanza sereno, si lavora tranquillamente, certo la delusione è stata tanta e non vi nego che anche a livello societario ha lasciato strascichi, e questo mi pare umano e naturale. Però posso assicurare che si lavora abbastanza bene, la società ha creato un ambiente sano, si collabora con tutti i settori in modo costruttivo. Stiamo cercando di fare in modo di ripartire da zero dopo l’annata dell’anno scorso e sotto questo aspetto la società, la proprietà ci sta dando una grossa mano”
Ecco la trascrizione della puntata andata in onda ieri sera.
Visto l’andamento dello scorso anno e, più in generale, degli ultimi anni del Cosenza, e considerando la punizione che la tifoseria ha dovuto subire con la retrocessione — soprattutto per il modo in cui è maturata — questa società ha finalmente intenzione di avviare una vera programmazione?
“Sì, anche se è inutile negarcelo, si è iniziato tardi perché il Presidente era intenzionato a vendere, poi come tutti sappiamo alcune trattative si sono arenate perché il Presidente non le ha reputate congrue con anche una solidità che si cercava per mantenere la squadra e per garantire il futuro. La programmazione c’è, assolutamente c’è, altrimenti non saremmo neanche qui a parlare se non ci fosse una programmazione che parte sia dal settore tecnico, con un allenatore e uno staff davvero di livello, molto preparati e competenti, e sia sotto l’aspetto amministrativo che degli altri settori. Quindi si è iniziato tardi, però la programmazione c’è e si sta attuando. Per quanto riguarda l’anno scorso e gli anni passati, la delusione della tifoseria è comprensibile, non si può assolutamente criticare. Dispiace quello che sta succedendo fa male a tutti vedere lo stadio vuoto, è inutile anche questo negarcelo. però l’auspicio è che possano cominciare ad arrivare risultati sul campo e che arrivando ai risultati i tifosi possano tornare al servizio a sostenere i ragazzi, perché secondo me alla fine quello che deve essere la squadra è sostenere la squadra che è un patrimonio di tutti, sostenere questi ragazzi che vanno in campo, sostenere lo staff tecnico e magari anche noi che comunque lavoriamo per questo progetto”
Se sei qui, immagino che tu sia disposto a rispondere anche a domande scomode. Permettimi allora di esprimere alcune perplessità su ciò che ci hai appena raccontato, in particolare sul tema del progetto e dei nuovi inizi. Non ce l’ho con te, perché sei una figura nuova all’interno di questa società, ma da tifosi che vivono questa realtà da oltre quattordici anni, ci siamo sentiti ripetere troppe volte che ci sarebbe stato un nuovo inizio e una nuova programmazione. Nei fatti, però, ad oggi emergono molte criticità: a partire dal mercato, che a mio avviso è stato condotto senza una vera programmazione. Nessuno, neppure il presidente, si è presentato chiaramente davanti alla piazza per spiegare quali siano i programmi e gli obiettivi della squadra. A questo si aggiungono i continui intoppi, sia nella comunicazione sia nell’organizzazione: basti pensare che solo ieri sono state annunciate le convocazioni per le squadre del settore giovanile, segno di un andamento che dall’esterno appare lento e incerto.
Ti parlo da tifosissimo del Cosenza, lo sono da quando ero ragazzino, ma per la prima volta quest’anno ho deciso di non mettere piede allo stadio. Non è una questione di risultati sportivi, è la gestione complessiva che, secondo me, ha stancato profondamente la tifoseria. Più che una domanda, la mia vuole essere una rimostranza nei confronti della società Cosenza Calcio
“Innanzitutto non le reputo scomode perché fin quando si parla il linguaggio della verità non abbiamo nulla da nascondere. Allora, io ti posso dire una cosa. Io ho trovato un presidente molto deluso umanamente della retrocessione e non lo dico per difenderlo perché non ha bisogno di difensore d’ufficio. Perché una persona che per tutti questi anni si è caricato una squadra e dei costi, perché comunque dei costi ci sono. E poi parleremo di tante altre cose, perché poi non bisogna guardare il cosiddetto pelo nell’uovo, ma bisognerebbe anche conoscere un po’ i fatti a 360 gradi su ciò che avviene all’esterno e su alcuni atteggiamenti che fanno male principalmente alla squadra, non tanto al presidente Guascio. Il presidente ha investito, non ha nessun interesse a fare in modo che ci siano situazioni sgradevoli o intoppi. Tra l’altro, se voi ci fate caso, sono piccoli intoppi di percorso che succedono un po’ a chiunque, non ho capito perché vengono messi in risalto parliamo per esempio del logo della maglietta di Florenzi che si è staccato il giocatore ci ha riferito che si è staccato perché prima aveva avuto uno scontro con un giocatore del Crotone che gli aveva tirato la maglietta facciamo risaltare queste cose che mi sembrano davvero poca cosa e non magari puntiamo sulla prestazione dei giocatori o sulla prestazione della squadra o sul fattore calcio che secondo me è la cosa più importante non tralasciando ovviamente i problemi che ci sono stati è inutile negarlo o che ci sono ma che comunque si sta cercando di affrontare tutti insieme. A proposito dell’ambiente difficile, io non credo sia difficile. Io penso che in questo atteggiamento dei tifosi ci sia tanto amore viscerale per questi colori. Non mi sento di criticarli oppure di non giustificarli. Perché io penso che l’amore porta anche a queste soluzioni estreme come abbandonare lo stadio. Credo che loro ci sia l’amore, non vedo altre vie. C’è una società che è rimasta, c’è un campionato da affrontare è normale che tutti insieme dovremmo anche in qualche modo unirci e mantenere questi colori perché credetemi quando andiamo fuori in trasferta dobbiamo sentirci orgogliosi tutti di portare avanti i colori della nostra città e della nostra provincia non è una questione di Guarascio o di non Guarascio o del presidente di chi è il presidente attualmente di chi non è il presidente attualmente c’è una società che comunque si è assunto un impegno, vi faccio un esempio si parlava sempre di squadra smantellata eppure abbiamo avuto nei fatti una squadra che non è stata smantellata. Ci sono giocatori come Florenzi, come Mazzocchi, vi posso dire altri nomi, che sono rimasti e comunque che hanno dei costi e non sono stati mandati via, come magari si pensava in un primo momento. Sono stati fatti degli acquisti, magari ne mancano altri che potrebbero arrivare. Però quello che vorrei lanciare il messaggio stasera è di capire che dobbiamo sentirci orgogliosi di rappresentare tutti i tifosi e noi staff tutti quanti anche voi addetti ai lavori questi colori perché all’esterno alla fine ci giudicano e noi non possiamo mostrarci sempre divisi vi ripeto gli errori sono stati fatti ma possiamo tranquillamente guardare avanti visto che ormai siamo in questa barca e c’è questo cambiato da affrontare e c’è una squadra da sostenere”
Vorrei dare voce a un tifoso e farti una domanda, Giovanni. In società vi siete mai chiesti come mai, in oltre centodieci anni di storia, non si fosse mai verificata una situazione come quella attuale con la tifoseria del Cosenza? È una domanda semplice, ma fondamentale.
Permettimi di dirti che non condivido quello che hai affermato. Non è la verità: il progetto che ogni anno ci viene raccontato, di fatto, non esiste. Quello che si vede da fuori è una gestione improvvisata: basti pensare alla Primavera, affidata al Marca, o a una squadra che non sembra frutto di una vera programmazione. L’unico vero progetto fu quello impostato da Gemmi, con giocatori come Tutino, che poteva dare continuità e dignità a un campionato, ma anche quella squadra è stata smantellata.
Dici che quest’anno non è stato così, ma a mio avviso solo perché le offerte arrivate non sono state ritenute congrue dalla proprietà, non certo per scelta di tenere i giocatori. Ecco perché la tifoseria non crede più a queste narrazioni: lo stadio vuoto non nasce dal nulla, ma è il frutto di anni in cui i tifosi si sono sentiti presi in giro.
In più, si parla addirittura di chiudere le curve per ridurre i costi. Mi chiedo perché non sia stata fatta una proposta alternativa, come aprire il fossato a prezzo simbolico, anche 3 euro, per riempirlo e permettere ai tifosi di sostenere la squadra. Invece, da fuori si ha la percezione che si naviga a vista.
Capisco che tu sei arrivato da poco e forse respiri un clima diverso dall’interno, ma il fatto che tu parli di serenità quando all’esterno si percepisce tutt’altro, ci fa capire quanto ci sia uno scollamento tra realtà interna ed esterna. Sei libero di non rispondere, ma questo è il sentimento che si vive qui fuori
“Rispetto il parere di tutti non sono qui per fare polemiche, ma secondo me a volte chi è dentro sa cosa succede dentro chi è fuori magari fa chiacchiericcio il famoso chiacchiericcio, rispetto al tuo parere ma sicuramente nessuno è qui per prendere in giro nessuno noi stiamo lavorando ora parlo per quanto riguarda noi chi lavora notte e giorno perché stanno facendo sia da parte dello staff tecnico che da tutti gli addetti ai lavori, in una condizione che comunque non è ottimale per un ambiente che non è sereno all’esterno, però ti ripeto, nessuno vuole prendere in giro nessuno e posso capire tutta la delusione. Cosi non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo un po’ cercare tutti di riflettere, di ragionare. Dobbiamo tutti evitare magari di arroccarci su posizioni che ormai andrebbero superate, almeno per quest’anno. Perché vi ripeto, c’è un campionato da affrontare che secondo me ora è la priorità anche rispetto a tutto il resto. Per quanto riguarda la primavera, la primavera è del Cosenza Calcio, il Marca gestisce in collaborazione col Cosenza Calcio il settore giovanile.”
Ci sarebbe poco da chiedere. Oggi è quasi impossibile ricoprire qualunque ruolo all’interno di questa società: non ci si può nascondere dietro un dito, gli errori sono tanti, troppi. Nessuno qui vuole fare il professore, ma basta ascoltare i tifosi: se si è arrivati a questo punto, significa che la misura è colma. In passato abbiamo sempre saputo riconoscere i meriti quando c’erano, così come muovere critiche costruttive. Oggi però la lista degli errori è talmente lunga che c’è poco altro da aggiungere.
Quello che mi sento di dire è che non serve incendiare ulteriormente l’ambiente, ma semmai fare i pompieri, come ha accennato anche Giovanni. Tuttavia, bisogna capire le ragioni per cui si è arrivati a questo clima: se la stampa fa quello che sta facendo è perché lo ritiene legittimo. Alla fine, sarà solo il tempo a chiarire qualcosa. Personalmente credo che l’unica vera soluzione sia organizzare una conferenza stampa con chi è realmente a capo della società. Non basta che parlino l’allenatore Buscè, i direttori o il responsabile della comunicazione, che possono rispondere solo per il loro ambito: serve un’“operazione verità”, in cui il presidente o la proprietà si mettano la faccia, nel bene e nel male. È ora di dire chiaramente le cose ai tifosi. Questa non è una domanda, è una considerazione personale: so bene quanto sia difficile il tuo ruolo oggi.
Vorrei invece chiedere al signor Folino: come si può pensare di fare calcio in una città come Cosenza quando hai contro non solo la tifoseria, ma ormai anche la politica, con il sindaco che quotidianamente critica la società? Qui si parla di riavvicinare i tifosi, ma allo stesso tempo si chiudono le curve: vuol dire non capire i gesti della gente. Come si fa a portare avanti un progetto così? Forse è arrivato il momento di cedere, anche a qualunque prezzo. Perché è vero che Guarascio ha dato tanto, ma è altrettanto vero che ha preso tanto, e adesso basta: i tifosi non sono più disponibili a farsi prendere in giro.
L’“operazione verità” evocata da Attilio non è mai stata fatta: nessuno ha mai messo davvero la faccia. Per questo ringrazio lei, signor Folino, perché dopo tanto tempo finalmente qualcuno ci mette la sua presenza. Ma resta una domanda: come si possono avvicinare i tifosi in questo modo?
“Sono d’accordo con Attilio in questo periodo, in questo momento, bisogna essere pompieri e non magari incendiari. Ora c’è una società, c’è un presidente che comunque sta facendo tanto e ve lo posso assicurare. E vi posso assicurare ama il Cosenza. Quindi c’è una squadra da sostenere. Il problema è di cedere o non cedere. Se arriva un’offerta valida il presidente la valuta ma come è sempre stato detto per il resto sono solo incomprensioni che un giorno il presidente sicuramente chiarirà anche in una conferenza stampa, lui si mantiene distanziato per questa delusione avuta lo scorso anno perché credetemi la delusione è stata per voi, per noi ma soprattutto per lui che ha investito e ha creduto nel Cosenza lo scorso anno e ha creduto in determinati uomini che hanno portato avanti il progetto quindi non vedo nulla di male io vi prego di non vedere mai un aspetto negativo di presa in giro da parte del Presidente perché chi lo conosce e chi lo vive nel quotidiano sa che non è così ognuno ha il suo ufficio ma io esprimo ciò che vedo e a proposito dei tifosi vi voglio raccontare un fatto ieri quando sono sceso sul campo a Crotone all’inizio la prima cosa che ho fatto mi è venuta spontanea perché mi sono emozionato è stata la foto dei tifosi dove erano i tifosi nostri e non è caso ieri sulle nostre social la foto dei tifosi è stata quella più utilizzata anche da noi perché è stato davvero meraviglioso ieri vedere i tifosi quindi vi immaginate che noi potremmo avere qualcosa con i tifosi perché è meraviglioso vedere i nostri tifosi tutti uniti a sostenere”
