Un ritorno che profuma di origini, una serata per dire grazie
Tutte le strade, si dice, portano a Roma.
Ma per Brunori Sas ce n’è una che conta più di tutte: quella che conduce a San Fili, a casa, lì dove giovedì 11 settembre, piazza Stazione diventerà un piccolo teatro all’aperto e la musica incontrerà la memoria.
Non sarà “solo” un incontro tra note e parole: sarà un atto d’amore verso San Fili, il luogo in cui tutto si è fatto possibile.
Dopo un anno incastonato tra un Sanremo da protagonista — terzo posto e Premio Bardotti con «L’albero delle noci» — e una scia di palazzetti e festival gremiti, Brunori sceglie la via più semplice e la più difficile: tornare.
Tornare per condividere, non per celebrare; per rimettere la voce al livello degli sguardi, perché certe storie hanno bisogno di essere restituite a chi le ha tenute in vita quando erano soltanto sogni.
La serata “Da Sanremo a San Fili” nasce così, come un omaggio discreto e potente.
Discreto, perché si presenta nuda: ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria, niente barriere tra palco e piazza.
Potente, perché in quell’essenzialità c’è tutta la dichiarazione di intenti di un artista che conosce il valore delle cose: restare riconoscente, anche quando la luce dei grandi eventi potrebbe accecare.
San Fili non è soltanto la mappa affettiva: è il luogo in cui il pubblico ha il volto dei vicini, dei compagni di scuola, di chi ti chiama per nome prima ancora di applaudire.
Organizzato dal Comune di San Fili con il supporto di Mazinga Eventi, l’incontro ha il respiro delle feste di paese e l’ascolto attento dei salotti buoni: qui i retroscena hanno l’odore delle cucine di casa e le emozioni si mescolano al chiacchiericcio di piazza, dove ogni canzone sembra trovare la sua origine.
Non c’è distanza da colmare: la musica torna a essere ciò che era all’inizio: una riserva di storie da condividere a voce bassa, quando l’aria si fa fresca e le parole arrivano più nitide.
C’è, in questo ritorno, il gesto semplice di chi posa il premio sul tavolo e dice: “È anche vostro”.
Perché ogni traguardo, visto da San Fili, diventa collettivo: il palco si fa soglia, la canzone una stretta di mano, l’artista un compagno di viaggio che ha camminato più lontano per poi riportare indietro una manciata di luce.
È il privilegio dei paesi: saper riconoscere la verità nelle cose, senza troppa retorica, con la concretezza del quotidiano.
Giovedì, dalle 21, piazza Stazione sarà una bussola puntata a nord di cuore.
Le sedie allineate, il mormorio prima del primo accordo, il silenzio che segue: tutto parlerà di appartenenza.
Sanremo resterà nella memoria come la fotografia di un anno straordinario; San Fili sarà una Polaroid che profuma di casa, quella che tieni nel portafogli per ricordarti chi sei quando il rumore intorno diventa troppo.
L’ingresso è gratuito (prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti).
Per i residenti, i biglietti sono stati ritirati in Comune dal 3 all’8 settembre; dall’8 settembre, prenotazioni online aperte a tutti tramite App Dice.
Per le richieste di partecipazione delle persone con disabilità è attiva la mail: comunedisanfili@libero.it.
Ma il vero pass è un altro: arrivare con la disposizione all’ascolto.
Il resto lo farà la musica, e una piazza che, per una sera, sarà il cuore pulsante di un ritorno atteso.
(Fonte immagine in evidenza: pagina ufficiale Brunori Sas Facebook)
