Ecosistema Urbano 2024, Calabria fanalino di coda: solo Cosenza si salva ma perde terreno

Ottobre 22, 2025

Nel rapporto di Legambiente la regione resta tra le più indietro d’Italia. Reggio Calabria chiude la classifica nazionale, mentre il divario Nord-Sud continua ad allargarsi

ROMA – È ancora un quadro preoccupante quello che emerge per la Calabria dal nuovo rapporto “Ecosistema Urbano 2024” di Legambiente, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.
La fotografia della sostenibilità urbana italiana restituisce, per la regione, una realtà segnata da ritardi strutturali e scarse performance ambientali, con una sola città, Cosenza, in grado di posizionarsi nella prima parte della classifica.

La città bruzia si piazza infatti al 16° posto nazionale, ma perde tre posizioni rispetto all’anno scorso. Tutte le altre città calabresi si collocano invece nelle ultime posizioni: Catanzaro (102ª), Crotone (104ª), Vibo Valentia (105ª) e Reggio Calabria, che chiude la classifica al 106° posto, fanalino di coda d’Italia.


Calabria in affanno: punteggi sotto i 35 punti su 100

I dati del rapporto evidenziano che in molti centri calabresi il punteggio non supera i 35 punti su 100, e in alcuni casi – come Crotone, Vibo e Reggioscende addirittura sotto i 25.
Tra le criticità più gravi, mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti, verde urbano, consumo di suolo e trasporti pubblici inefficienti.

Il quadro dipinge una regione che fatica a recepire modelli virtuosi di pianificazione ambientale, con scarsi investimenti nella rigenerazione urbana e nel contrasto all’inquinamento atmosferico.


Il confronto nazionale: Trento e Mantova in testa, Mezzogiorno in ritardo

A livello nazionale, Ecosistema Urbano 2024 segnala un arretramento complessivo della sostenibilità urbana: la media dei capoluoghi italiani si ferma al 54,24%, in calo del 3,8% rispetto a due anni fa.
In testa alla classifica si confermano Trento (79,78%) e Mantova (78,74%), seguite da Bergamo, che conquista il terzo posto grazie ai progressi nella ciclabilità e nella gestione dei rifiuti.


Il divario Nord-Sud si allarga

Il rapporto sottolinea ancora una volta il divario crescente tra Nord e Sud.
Mentre i centri del Centro-Nord consolidano le proprie politiche ambientali con azioni strutturali su energia, trasporti e verde urbano, il Mezzogiorno resta indietro su quasi tutti i fronti, incapace di invertire la rotta su mobilità sostenibile, qualità dell’aria e pianificazione urbana.

Per Legambiente, è necessario un cambio di passo deciso, con piani locali più ambiziosi e fondi mirati per colmare le disuguaglianze territoriali che ancora segnano profondamente il Paese.

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