CATANZARO (3-5-2) 22 Pigliacelli; 23 Brighenti, 14 Scognamillo, 6 Bonini (Antonini); 92 Situm (Cassandro), 21 Pompetti, 10 Petriccione (Coulibaly), 20 Pontisso (Ilie), 3 Quagliata; 9 Iemmello, 28 Biasci (Buso). IN PANCHINA 25 Gelmi, 99 Borrelli, 4 Antonini, 82 Corradi, 84 Cassandro, 8 Ilie, 61 Maiolo, 80 Coulibaly, 7 Compagnon, 29 Seck, 45 Buso, 90 Pittarello. ALLENATORE Caserta.
COSENZA (3-5-2) 1 Micai; 23 Venturi, 15 Dalle Mura, 17 Caporale; 11 D’Orazio (Ricciardi), 28 Kouan (Kourfalidis), 5 Gargiulo, 7 Garritano (Charlys), 19 Ciervo; 10 Fumagalli (Rizzo Pinna), 30 Mazzocchi (Cruz). IN PANCHINA 22 Vettorel, 55 Hristov, 29 Sgarbi, 16 Ricciardi, 2 Cimino, 39 Kourfalidis, 6 Charlys, 31 Ricci, 20 Rizzo Pinna, 18 Cruz, 21 Zilli. ALLENATORE Belmonte-Tortelli.
ARBITRO Davide Ghersini della sezione di Genova. ASSISTENTI Francesco Luciani della sezione di Milano e Ivan Catallo della sezione di Frosinone. IV UFFICIALE DI GARA Maria Marotta della sezione di Sapri. VAR Marco Guida della sezione di Torre Annunziata. ASSISTENTE VAR Matteo Gariglio della sezione di Pinerolo.
MARCATORI: 20’Iemmello, 45′ Pompetti, 54′ Bonini, 68′ Coulibaly
AMMONITI: D’Orazio, Petriccione
NOTE: Pomeriggio soleggiato ma ventoso, spettatori 14 mila circa. In Curva Est, in assenza dei tifosi del Cosenza (trasferta vietato dalle autorità), hanno preso posto 750 ragazzi della scuole calcio catanzaresi. Prima dell’inizio della gara osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa dell’ex Vice Presidente del Coni e presidente della Federginnastica, Riccardo Agabio.
Catanzaro – Cosenza 4-0. Quattro a zero, una disfatta. Il film della stagione, un film impietoso a tinte rossoblù. L’ennesimo derby di Calabria del Ceravolo segna il punto più basso di 7 anni di permanenza cadetta riproponendo limiti e ansie di una squadra fragile nell’opera difensiva e totalmente inconcludente sotto porta. Così diventa complicato, impossibile scrivere altri miracoli e preservare il brand. La rivincita di Caserta, lo sprofondo rossoblù. Lo si ero sognato diverso, non lo si immaginava così.
L’approccio mentale alla gara di D’Orazio e compagni non è stato di migliori, e l’episodio spacca partita di Iemmello ha reso tutto più complicato. Ma la mancanza totale di personalità e pericolosità nei momenti chiave ha fatto più danni della verve giallorossa. La qualità di Pompetti ha messo in ghiaccio la gara, il tocco di destro di Bonini nel deserto dei Tartari ha decretato la fine dei giochi e, forse, delle speranza rossoblù. Dopo un primo tempo non trascendentale da parte di entrambe le squadre, il Cosenza si è di fatto sciolto nei primi 9 minuti della ripresa. Il resto è stato solo agonia e voglia di chiuderla il prima possibile. Ghersini lo ha capito e, pietosamente, non ha neanche concesso recupero dopo il 90′.
LE FORMAZIONI – Tortelli e Belmonte confermano il 3-5-2 che ha regalato 4 punti ai rossoblù dal nuovo corso. Due novità di rilievo: D’Orazio per Ricciardi e, stante la squalifica di Artistico, l’ingresso di Mazzocchi tra i titolari. La titolarità di D’Orazio porta Ciervo a destra, la dove aveva forse mostrato le cose migliori a inizio anno. Torna Florenzi, ma dalla panchina. Caserta sfida il suo rognoso passato a specchio, con il solito abito: rientrano nei ranghi Iemmello e Brighenti, è Biasci il partner d’attacco del 9 giallorosso. Fuori Pagano e l’ex La Mantia.
Clima caldissimo nella comfort zone giallorossa, ma fa rumore l’assenza del pubblico cosentino. La distanza che separa le due tifoserie (ma non le due città) è andata progressivamente riducendosi nelle ultime settimane con tutta una serie di gesti di marca catanzarese, non per ultimo l’invito da parte della Società del Presidente Floriano Noto al super tifoso Ernestino (con tanto di consegna targa). Lupi mai, dico mai, vittoriosi a Catanzaro in Serie B. I risultati del pomeriggio impongono un risultato utile dalla gara del Ceravolo.
LA CRONACA
PRIMO TEMPO – “La Calabria è giallorossa” è il messaggio di rivalità che sgorga da migliaia di targhette alzate a favor di telecamera dai 15 mila che assiepano il vecchio impianto del capoluogo. La prima emozione è però quella di un tifoso del Catanzaro che non regge all’emozione e si accascia in Curva Capraro. E il 3′ e la gara si ferma. “Abbassa la voce” è il rimprovero di Biasci a un frizzante Kouan, la temperatura è quella giusta. Tanto agonismo sì, ma altrettanto studio nei primi minuti di contesa. Il Cosenza si mostra attento e prova a imporre un pressing più alto che in altre circostanze. Iemmello e Mazzocchi, come da previsione, cuciono gioco in posizione molto arretrata. Ciervo a destra resta basso, un po’per necessità tattica, un po’ per l’intraprendenza di Quagliata da quel lato.
Al quarto d’ora primo duello “da derby”: scintille prolungate tra i due capitani Iemmello e D’Orazio, dopo un fallo sell’11 rossoblù sull’altro ex Situm. A far vibrare il Militare è però ancora una volta Iemmello, che stoppa un pallone di tacco proprio di Situm su cross di Quagliata, e fa secco Micai. Al minuto 20, dal nulla, padroni di casa in vantaggio. Nell’occasione sbavatura di Caporale sul cross che proveniva da sinistra, forse sporcato dal vento.
La risposta, di rabbia, dei rossoblù, porta la firma di Mazzocchi, a lato di poco la sua conclusione dal limite. Sbanda un po’ il Cosenza in difesa, Iemmello e Pontisso provano ancora a far male senza però riuscire. E’ il primo svantaggio accusato dal duo Belmonte – Tortelli. Lievita in qualità la squadra di Caserta, che ora amministra e sembra divertire il Ceravolo, più compassato il Cosenza che pero’ alla mezzora si avvicina al pari con un cross tesissimo di Caporale da destra, smanaccia Pigliacelli. Dopo il lampo rossoblù, ancora poche idee, affidate ai soli cross di Caporale, D’Orazio e Garritano sull’out sinistro. A destra, invece, tanti troppi gli appoggi sbagliati. Con il copione invertito, è ora il Cosenza a non trovare spazi di manovra nella metà campo locale. Al 38′ cavalca ancora negli spazi Iemmello, conclusione morbida dal limite, alta. E’ un Cosenza con gli occhi troppo rivolti all’indietro, anche quando dovrebbe dare ritmo alle giocate. Fa eccezione una zuccata alta di Kouan sul primo cross apprezzabile da destra (43′). A dettare la linea è Micai, che staziona fisso 20-30 metri più avanti rispetto al settore di competenza.
Queste le note tattiche di un primo tempo che, a conti, fatti, ha vissuto dell’unico mortifero lampo di gioco, targato Iemmello. manovra rossoblù volenterosa ma lenta. A parte il vento e i soliti balbetti difensivi, sono parsi in netta difficoltà sia Ciervo che la coppia offensiva.
SECONDO TEMPO – C’è Ilie per Pontisso nel Catanzaro, nessun cambio nel Cosenza. Ma la gara dura appena 40 secondi, quelli che bastano a Pompetti per disegnare una parabola a giro di sinistro dal limite che castiga Micai. Ancora un errore in fase di possesso palla rossoblù alla base del fattaccio.
Ancora cross da sinistra per i rossoblù, ma non arriva mai nessuno all’appuntamento. Un nervoso D’Orazio lascia il campo a Ricciardi, ma il Catanzaro la chiude. E’ il minuto 54′ quando Bonini si ritrova tutto solo nel cuore dell’aria di rigore. Un gol incassato pieno stile Alvini, un gol che fa sobbalzare perfino Caserta. “Serie C” urla impietosamente il Ceravolo.
Entrano Kourfalidis, Rizzo Pinna e poi Charlys e Cruz. Ma è Coulibaly ad alzare le braccia al cielo assieme a tutto il Ceravolo. Lo si ero sognato diverso, non lo si immaginava così.
