Concorsopoli a Cosenza, bufera bipartisan a 20 giorni dal voto

Settembre 16, 2025

Bandi al Comune e alla Provincia, l’audio di Succurro agita la campagna elettorale: il M5S accusa, lei si difende

COSENZA – Una concorsopoli “bipartisan” scuote la campagna elettorale per le Regionali, a meno di tre settimane dal voto. Il palcoscenico è quello di Cosenza, con due fronti aperti nei luoghi simbolo del potere locale: il Comune e la Provincia.

A Palazzo dei Bruzi, l’amministrazione ha pubblicato due bandi per la formazione di graduatorie destinate all’assunzione a tempo determinato di funzionari e istruttori contabili. Le selezioni – esclusivamente per colloquio – riguardano tre posti da funzionario e due da istruttore (atti n. 2025/0003412 e 2025/0003413), con scadenza fissata al 27 settembre. Nessun comunicato ufficiale, soltanto un avviso sull’albo pretorio.

La modalità scelta, che lascia ampia discrezionalità alla commissione, e la tempistica della pubblicazione – in piena campagna elettorale – hanno suscitato malumori e polemiche.

L’audio di Succurro e i concorsi in Provincia

Quasi in contemporanea, a far discutere è l’audio attribuito a Rosaria Succurro, presidente della Provincia e tra i nomi forti della lista Occhiuto Presidente. Nella registrazione, la sindaca di San Giovanni in Fiore promette il prolungamento di sei mesi per i precari del Progetto Montagna, citando come garanzia l’assessore regionale Calabrese e il governatore dimissionario Roberto Occhiuto.

Il tutto arriva dopo che, tra il 3 e il 4 settembre – proprio a ridosso della presentazione delle liste elettorali – la Provincia aveva pubblicato ben otto bandi di concorso, alimentando sospetti di opportunità politica.

Succurro, che è anche presidente di Anci Calabria, rivendica però la correttezza dell’operazione: «La stabilizzazione era già prevista», ha dichiarato, respingendo le accuse.

Le accuse del M5S e il peso politico del caso

Il caso, intanto, ha varcato i confini regionali, approdando sulle pagine de La Stampa, che ha rilanciato l’accusa del Movimento 5 Stelle: «È voto di scambio». Un’accusa pesante che trasforma la questione concorsi in un vero e proprio caso politico nazionale.

Con i bandi e l’audio a rimbalzare nel dibattito, la campagna elettorale in Calabria entra così in una fase ancora più incandescente, con il rischio che la polemica sui concorsi pubblici offuschi i programmi e le proposte dei candidati.

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