La consegna delle schede bianche e nulle del collegio uninominale di Cosenza alla Procura segna un nuovo capitolo nel caso Gentile-Scutellà. La decisione, votata dalla Giunta delle Elezioni della Camera, è stata accolta con favore anche dal Movimento 5 Stelle, che rivendica il ruolo avuto nella denuncia delle presunte irregolarità.
«La Giunta ha fatto l’unica cosa doverosa», affermano i parlamentari pentastellati Davide Aiello e Stefania Ascari, componenti della Giunta stessa. «La richiesta dell’autorità giudiziaria non lasciava alternative. È stata la nostra ex deputata Elisa Scutellà a presentare l’esposto originario alla Procura di Roma, che poi ha trasmesso gli atti a Cosenza per competenza territoriale».
Secondo i Cinquestelle, la scelta della Camera rappresenta un primo passo concreto verso la verità: «Durante la battaglia condotta per la difesa della democrazia e della volontà popolare, abbiamo promesso che non ci saremmo fermati. Ecco un segnale importante. Ora ci auguriamo che anche la Presidenza della Camera faccia la scelta giusta».
A rincarare la dose è l’ex parlamentare Anna Laura Orrico, che respinge le affermazioni di Andrea Gentile, il quale si era detto promotore dell’intervento della magistratura: «Surreali e prive di qualsiasi fondamento le sue dichiarazioni», ha commentato. «È stata Scutellà a presentare l’esposto a Roma. L’autorità giudiziaria si è mossa da lì, non certo su sollecitazione di Gentile».
Le accuse della Procura: falsità in atti pubblici
Nel corso della seduta della Giunta, il presidente Federico Fornaro ha comunicato che il 9 aprile scorso la Procura di Cosenza ha avanzato formalmente la richiesta di acquisizione delle schede, nell’ambito di un procedimento penale a carico di ignoti. I reati ipotizzati sono gravi: falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, e falsità materiale commessa dal privato (articoli 476, 479 e 482 del Codice penale).
Si indaga, dunque, su eventuali manomissioni o errori nel trattamento delle schede elettorali, dopo che il ricorso presentato da Gentile aveva portato alla sua proclamazione in Parlamento, estromettendo Elisa Scutellà. Gentile, da parte sua, si è detto soddisfatto per l’avvio dell’indagine, ribadendo di essere stato ingiustamente escluso dal Parlamento per oltre due anni. «Il lavoro dei magistrati farà finalmente luce sulle anomalie di questa vicenda», ha dichiarato.
