Usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso: coppia di coniugi di Cetraro in carcere

Ottobre 2, 2025

Operazione della Guardia di Finanza e DDA di Catanzaro: l’inchiesta lega la vicenda al contesto della criminalità organizzata locale

CATANZARO – Nei giorni scorsi i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, con la collaborazione del Servizio Centrale I.C.O. di Roma e del Comando Provinciale di Cosenza, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Catanzaro – Sezione G.I.P. – G.U.P., su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il provvedimento ha riguardato due coniugi originari di Acquappesa e residenti a Cetraro, per i quali il giudice ha ritenuto sussistere gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso.

La coppia era già detenuta a seguito di una precedente ordinanza del Tribunale di Paola, emessa nell’aprile di quest’anno, che contestava agli indagati condotte di usura ed estorsione protratte per oltre trent’anni nei confronti di un imprenditore di Cetraro.

L’ordinanza eseguita ora amplia il quadro accusatorio, sottolineando la rilevanza del metodo mafioso, emerso grazie a ulteriori attività investigative. Le indagini si collocano in un contesto territoriale – quello di Cetraro – storicamente permeato dall’influenza di una delle ‘ndrine più potenti della Calabria, riconducibile all’alias “u luongu”, noto anche come “il re del pesce”.

Un territorio che negli ultimi anni è stato teatro di episodi di violenza e intimidazione: dal ferimento a colpi di Kalashnikov di P.G. nel 2022, all’omicidio di C.A. nel 2023, fino al più recente omicidio di C.G. nel 2025. A questi si aggiungono azioni dimostrative di controllo mafioso, come la distruzione e il furto di telecamere comunali di videosorveglianza, l’incendio di automezzi della società che gestisce la raccolta dei rifiuti e colpi d’arma da fuoco esplosi contro esercizi commerciali.

Le autorità ribadiscono che le misure cautelari sono state adottate sulla base degli attuali elementi investigativi, emersi in fase di indagine preliminare. Nei confronti dei due indagati permane, dunque, la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva.

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