Cerimonia solenne nell’Aula Magna: applausi, emozioni e visione per il futuro dell’Università della Calabria
COSENZA – Aula Magna gremita, applausi e un clima di festa per il passaggio di consegne alla guida dell’Università della Calabria. Questa mattina l’ateneo ha celebrato la fine del mandato del rettore Nicola Leone e l’inizio ufficiale del sessennio del nuovo rettore Gianluigi Greco. Un evento partecipato e corale, alla presenza di studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e autorità accademiche, nel segno della tradizione e della continuità istituzionale. Tra il pubblico, anche l’altro candidato alla carica, Franco Rubino.
La cerimonia è stata aperta dal decano Francesco Altimari, sulle note dell’inno nazionale eseguito dai musicisti del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” e dal coro universitario Univocalis, dando il via a un momento sentito dall’intera comunità accademica.
Leone: “Insieme abbiamo costruito risultati concreti”
Nel suo ultimo discorso da rettore, Leone ha ripercorso i sei anni di mandato, tra dati e immagini – anche generate con l’intelligenza artificiale – che hanno scandito risultati e successi dell’ateneo. Con ironia e gratitudine, ha ringraziato organi di governo, direttori di dipartimento, delegati, personale e studenti:
«Insieme abbiamo costruito risultati concreti e riconosciuti».
Particolare spazio è stato dedicato a Greco:
«Ha lavorato al mio fianco con piena condivisione di visione. Sono certo che saprà consolidare i progressi ottenuti e porterà l’Unical ancora più in alto».
Parole accolte da una standing ovation.
Il simbolico passaggio del testimone
Il decano ha quindi introdotto il momento più atteso, definito «l’incontro tra tradizione e continuità»: la consegna del mantello e della medaglia rettorale, simboli di autorità e responsabilità. Un abbraccio tra Leone e Greco ha sancito il passaggio ufficiale del ruolo.
Greco: “Innovare, ascoltare, partecipare”
Nel suo intervento inaugurale, Greco ha aperto con una nota personale e ironica ricordando di essere stato spettatore della stessa cerimonia sei anni fa, prima di entrare nel cuore della propria visione:
«Raccolgo una pesante eredità rettorale e il compito di custodire valori e principi guardando al futuro».
Tre gli assi portanti del suo sessennio: coraggio nell’innovare, valore dell’ascolto e forza della partecipazione.
«L’università – ha aggiunto – deve parlare non solo alla mente ma al cuore delle giovani generazioni, stimolando curiosità e talento».
Un ateneo aperto, ma non subalterno
Greco ha poi rimarcato il ruolo dell’Unical nel territorio: «Un’istituzione autorevole che non si chiude in una torre d’avorio, ma che non può essere subalterna alla politica».
Ha concluso con una formula evocativa:
«Transumare ed organizzare. Ora inizia il tempo dell’organizzare. Buon lavoro a tutte e a tutti».
Un nuovo capitolo si apre dunque per l’Università della Calabria, tra continuità, ambizione e la volontà di crescere ancora nel panorama accademico nazionale e internazionale.
