Rapimento della neonata a Cosenza, il 29 settembre inizia il processo a Rosa Vespa

Settembre 26, 2025

La 51enne rischia dai 3 ai 15 anni di carcere. Deciderà il gip sul rito abbreviato e sulla perizia psichiatrica. La famiglia della piccola si costituisce parte civile

COSENZA – Si aprirà il 29 settembre davanti al giudice per le indagini preliminari il processo a Rosa Vespa, la 51enne accusata di aver rapito una neonata dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza lo scorso 21 gennaio. La piccola fu ritrovata poche ore dopo nell’abitazione della donna e subito riconsegnata alla madre.

Il gip dovrà decidere se accogliere la richiesta di rito abbreviato condizionato a una nuova perizia psichiatrica. La donna rischia una condanna compresa tra tre e quindici anni di reclusione.

La famiglia si costituisce parte civile

La famiglia della neonata, rappresentata dall’avvocata Chiara Penna, ha annunciato la costituzione di parte civile. “Se verrà accolta la consulenza di perizia – ha dichiarato la legale a Fanpage.it – confermeremo i consulenti già individuati”.

Già nelle scorse settimane Rosa Vespa è stata sottoposta a perizia psichiatrica disposta dalla Procura. Il consulente nominato dal pm Antonio Bruno Tridico ha incontrato più volte l’imputata per valutare se, al momento del rapimento, fosse capace di intendere e di volere.

La ricostruzione dei fatti

Secondo le indagini, Vespa aveva pianificato l’azione nei giorni precedenti, entrando e uscendo più volte dalla clinica fingendosi infermiera. Alla famiglia, e persino al marito, aveva raccontato di essere incinta e di avere appuntamenti ginecologici.

Il 20 gennaio disse al marito che era arrivato il momento del parto e si fece accompagnare alla clinica, salvo poi entrare da sola. In realtà passò la notte in un hotel. La mattina successiva rapì la neonata e tornò a casa, dove i familiari avevano organizzato una festa di benvenuto.

L’allarme lanciato dalla madre nella clinica permise alla polizia di intervenire immediatamente, rintracciando la bambina e riportandola al sicuro.

In un primo momento era stato arrestato anche il marito della donna, poi scarcerato: la sua posizione è stata stralciata e potrebbe essere archiviata, dal momento che non emergono prove di un suo coinvolgimento.

Dopo sei mesi di carcere, Rosa Vespa si trova oggi ai domiciliari, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

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