Nuovo ospedale dell’area urbana di Cosenza, Occhiuto: “Unire, non dividere. L’ospedale è di tutti”

Ottobre 28, 2025

Mentre Rende discute il progetto di fattibilità, il senatore ed ex sindaco invita alla visione condivisa: “Campanilismi sterili, serve una prospettiva unitaria per la sanità e il territorio”

COSENZA – Il dibattito sulla localizzazione del nuovo ospedale dell’area urbana di Cosenza entra in una fase cruciale. Il Consiglio comunale di Rende è pronto a discutere oggi il progetto di fattibilità tecnico-economica, primo passo concreto verso la realizzazione della grande opera sanitaria che dovrebbe sorgere nell’area tra Arcavacata e Settimo di Montalto, a ridosso del campus dell’Università della Calabria.

Sul tavolo, l’accordo tra Regione Calabria, Unical, Comune di Rende e Commissario per l’edilizia sanitaria, che segna l’avvio di un percorso ritenuto strategico anche per non perdere i fondi del PNRR, i cui tempi impongono di completare il primo step entro marzo 2026.
Ma la scelta del sito continua a dividere: da Cosenza è arrivato il no secco del sindaco Franz Caruso, mentre è nato il Comitato “No Scippo”, che denuncia lo spostamento del progetto da Vaglio Lise a Rende come una sottrazione ai danni del capoluogo.


Occhiuto: “Unire, non dividere. L’ospedale è di tutti”

Nel pieno della tensione politica e civica, è intervenuto il senatore di Forza Italia ed ex sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, con un messaggio distensivo ma carico di contenuti.
Attraverso un post sui social, corredato dalle immagini del suo progetto “L’Ospedale nel parco, il parco in città”, Occhiuto invita alla ragionevolezza e a una visione unitaria del territorio.

«Sul nuovo ospedale universitario io credo che bisogna unire, non dividere. Parliamo di un’unica città, di un’unica area urbana che condivide servizi, storia e futuro», scrive il senatore, articolando la sua riflessione in quattro punti chiave: campanilismo, sanità, urbanistica e visione.


Il campanilismo: “Un atteggiamento vecchio e sterile”

Occhiuto respinge le accuse di “scippo” avanzate da parte del fronte contrario, definendole frutto di una visione ristretta e superata.

«L’ospedale hub serve un territorio vasto, ben oltre i confini comunali. Pensare che la sua collocazione a pochi chilometri di distanza possa rappresentare un torto è miope», afferma.
L’ex sindaco sottolinea che solo una visione condivisa potrà far crescere l’area urbana Cosenza–Rende–Castrolibero, ricordando come molti degli attuali oppositori siano gli stessi che hanno ostacolato il referendum per la città unica.


La questione sanitaria: “Conta la qualità, non i confini”

«La priorità è una sola: costruire l’ospedale nel più breve tempo possibile, con criteri tecnologici e organizzativi moderni», ribadisce Occhiuto.
La vicinanza all’Università della Calabria viene letta come un valore aggiunto, capace di favorire l’integrazione tra didattica, ricerca e clinica, creando nuove opportunità per la formazione medica e la ricerca biomedica.


La questione urbanistica: “Serve una visione, non uno spostamento”

Da ex sindaco, Occhiuto ricorda il proprio progetto alternativo: la rigenerazione del sito esistente del vecchio ospedale, esteso fino al Mariano Santo, in un grande parco urbano dedicato alla sanità e alla ricerca.

«Il nostro progetto prevedeva un investimento da 500 milioni per la zona sud di Cosenza. Volevamo un ospedale immerso nel verde, aperto e accessibile: un vero “ospedale nel parco e parco nella città”», spiega.

Una visione di architettura umanistica, pensata per unire salute, ambiente e bellezza urbana.
Occhiuto giudica invece l’ipotesi di Vaglio Lise come «una soluzione di cemento, senza anima e senza prospettiva». E aggiunge:

«Se proprio si doveva scegliere un nuovo sito, meglio Rende: l’integrazione con l’ambiente universitario dà senso e prospettiva a un progetto strategico per tutta l’area metropolitana».


La visione perduta e la prospettiva futura

Occhiuto si sofferma infine su ciò che definisce una “visione perduta” della città:

«Avevamo immaginato una Cosenza più umana, verde, progressista, con parchi lineari, fiume navigabile, mobilità sostenibile. Oggi quella traiettoria si è interrotta».

Pur riconoscendo le scelte dei cittadini e dell’attuale amministrazione, il senatore conclude con un invito a guardare avanti:

«La Regione, con la decisione di collocare il nuovo ospedale accanto all’Università, ritrova almeno una logica di futuro: l’integrazione tra ricerca, conoscenza e salute».


Un’opera strategica e una partita politica ancora aperta

Il nuovo ospedale resta dunque un’opera strategica non solo per la sanità calabrese, ma anche per lo sviluppo urbanistico e identitario dell’intera area metropolitana.
Occhiuto, pur sostenendo la scelta regionale, chiede una visione complessiva che eviti nuovi squilibri tra i territori e restituisca coerenza al progetto urbano di Cosenza e Rende.
Intanto, il fronte del “no” resta mobilitato e il dibattito promette di restare aperto nei prossimi mesi, tra politica, visione e identità.

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