COSENZA – La morte di Maurizio Magnone a Cosenza, avvenuta nei bagni del Pronto Soccorso dell’Annunziata, continua a generare dolore e domande. La moglie, che lo aveva accompagnato dopo un malore improvviso, ha trovato il 56enne senza vita nei bagni del Pronto Soccorso, e da quel 19 ottobre chiede verità e responsabilità. La donna sostiene che, se le avessero permesso di assisterlo, «forse oggi Maurizio sarebbe vivo».
Il malore in casa e la corsa in ospedale
Il mattino del 19 ottobre Natalina ha trovato il marito contorcersi nel letto, con braccia rigide e mascella serrata. «All’inizio pensavo a un brutto sogno – racconta – ma poi mi sono accorta che stava male». Ha gridato aiuto, ha chiamato il 118 e, poco dopo, il cognato è arrivato per sostenerla. Il 118 ha stabilizzato l’uomo, che sembrava essersi ripreso, anche se non ricordava nulla.
Cosa è accaduto al Pronto Soccorso
La coppia è arrivata al Pronto Soccorso dell’Annunziata verso le 7:30. Natalina ha chiesto più volte di accompagnare il marito ma le è stato chiesto di attendere fuori. Dopo alcune ore, le è stato concesso di entrare per pochi minuti. Maurizio le ha chiesto di accompagnarlo in bagno. Lei lo ha aspettato, ma è stata fatta uscire subito dopo. Intorno alle 12:00, spinta da un forte presentimento, ha chiesto di rientrare per assisterlo durante il pranzo. Quando è entrata, ha visto la barella vuota. Un altro paziente le ha detto: «Signora, è andato in bagno da molto tempo».
Il ritrovamento e l’appello della famiglia
Natalina si è diretta verso i servizi igienici. Aprendo la porta, ha trovato Maurizio riverso a terra. Ha iniziato a chiamarlo e il personale sanitario è intervenuto subito dopo. Oggi lancia un appello: «Chiedo al giovane che l’ha visto entrare in bagno di contattarci anche in anonimato. Può aiutarci a ricostruire quei minuti cruciali».
Inchiesta sulla morte di Maurizio Magnone a Cosenza
La Procura di Cosenza ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e responsabilità sanitaria. Ha disposto il sequestro della salma e i medici legali hanno eseguito l’autopsia il 22 ottobre. I risultati arriveranno a gennaio. Solo allora sarà chiaro cosa ha provocato la morte di Maurizio Magnone e se esistono responsabilità personali o strutturali.
La richiesta della moglie e le difficoltà economiche
La moglie, assistita dall’avvocato Elvira Domanico, chiede che si cambi il protocollo sugli accessi dei familiari:
«Capisco le regole, ma quando un paziente non è autosufficiente bisogna permettere a un familiare di stargli accanto. Anche solo per andare in bagno». Natalina ora affronta anche una situazione economica difficile, perché Maurizio era l’unica fonte di reddito. Ha chiesto un incontro con il sindaco di Cosenza per esporre la sua situazione.
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Fonte: quicosenza.it
