Dopo l’uccisione di Pamela Genini, il Partito Democratico cittadino denuncia l’emendamento Sasso come “atto di oscurantismo politico e morale” e chiede percorsi educativi laici e scientifici per prevenire la violenza di genere
COSENZA – Mentre l’Italia piange l’ennesima vittima di femminicidio, Pamela Genini, uccisa dal compagno Gianluca Soncin — il 77° caso dall’inizio del 2025 — il Governo Meloni e la Lega scelgono di vietare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole medie.
Una decisione che, secondo il Partito Democratico di Cosenza, rappresenta un grave atto di oscurantismo politico e morale, in netto contrasto con la necessità di prevenire la violenza di genere e promuovere relazioni basate sul rispetto reciproco.
L’emendamento Sasso e la “censura educativa”
La Commissione Cultura della Camera ha approvato un emendamento presentato da Rossano Sasso (Lega), che vieta ogni forma di educazione sessuo-affettiva nelle scuole medie e limita fortemente i progetti nelle superiori, consentendoli solo con consenso informato dei genitori.
La segretaria cittadina del PD Rosi Caligiuri ha denunciato che tale scelta rischia di cancellare percorsi fondamentali contro bullismo, violenza di genere e discriminazioni, lasciando i giovani senza strumenti per comprendere sé stessi e gli altri.
«Parlare di sesso, consenso e affettività non corrompe, ma emancipa. Vietare l’educazione sessuale significa lasciare i ragazzi in balìa del web e della pornografia come unica fonte di “educazione”», afferma Caligiuri.
“L’ignoranza non protegge: la scuola deve liberare”
Nel comunicato, il PD Cosenza evidenzia come l’Italia sia uno dei pochi Paesi europei privi di una legge nazionale sull’educazione sessuale.
La decisione del governo è descritta come un attacco diretto alla conoscenza e alla libertà individuale, in una fase storica in cui i dati sulla violenza di genere continuano a crescere.
«Il silenzio non protegge i nostri figli – si legge nel testo – ma li espone alla violenza, ai miti tossici della pornografia e al dominio maschile come modello di relazione».
Secondo Caligiuri, l’esecutivo avrebbe scelto una scuola “che tace e obbedisce”, piuttosto che una che educa al consenso e al rispetto reciproco.
L’appello del PD di Cosenza
La segretaria cittadina conclude chiedendo un percorso educativo completo, laico e scientifico, in grado di affrontare temi cruciali come identità, salute sessuale, consenso e prevenzione della violenza.
«Non possiamo tacere di fronte alla violenza dilagante — dichiara Rosi Caligiuri — vietare oggi l’educazione sessuale significa accettare più violenza domani. La scuola deve liberare, non censurare».
