Le alte temperature e la scarsità di precipitazioni stanno riducendo fino al 30% la portata delle principali infrastrutture idriche regionali. Sorical annuncia interventi strutturali per fronteggiare la situazione
COSENZA – La Calabria affronta una delle più gravi emergenze idriche degli ultimi anni. Il perdurare di alte temperature, unite alla scarsità di precipitazioni, sta mettendo in crisi la sostenibilità del servizio idrico, con effetti che si stanno estendendo rapidamente anche al territorio del Cosentino.
Dopo le province di Reggio Calabria e Crotone, l’allarme si è infatti spostato verso nord, a causa della netta riduzione della produzione dei principali acquedotti regionali.
Abatemarco e Capodacqua in sofferenza: riduzioni fino al 30%
A destare maggiore preoccupazione sono gli acquedotti Abatemarco e Capodacqua, essenziali per l’approvvigionamento di 26 Comuni, da San Donato Ninea fino al polo urbano Montalto–Rende–Castrolibero–Cosenza.
Secondo i dati forniti da Sorical, la situazione è critica:
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L’acquedotto Abatemarco, con una portata ordinaria di 900 litri al secondo, registra una riduzione prossima al 30%.
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L’acquedotto Capodacqua, le cui sorgenti si trovano nel territorio di San Sosti e alimentano zone come Settimo di Montalto, Quattromiglia, Cep e parte di Arcavacata, ha visto un calo del 26%.
A rendere il quadro ancora più complesso è l’anticipo anomalo del calo stagionale della produzione, iniziato già a luglio – due mesi prima rispetto alla media storica – e destinato a perdurare fino alle piogge autunnali consistenti, necessarie per la ricarica degli acquiferi.
Il ruolo dei cambiamenti climatici
La crisi è strettamente connessa agli effetti del cambiamento climatico. Negli ultimi anni, le temperature elevate e i periodi prolungati di siccità si sono sommati alla drastica riduzione degli accumuli nevosi in quota, elemento che un tempo garantiva un rilascio graduale di acqua fino alla tarda primavera.
Come spiega il Centro Studi del CNR, gli acquedotti come Abatemarco e Capodacqua, alimentati prevalentemente da sorgenti naturali e corsi d’acqua superficiali, risultano particolarmente vulnerabili a queste variazioni improvvise.
Anche altre aree della provincia cosentina soffrono difficoltà di distribuzione: gli acquedotti del Savuto, ad esempio, stanno affrontando problemi lungo la filiera che da Rogliano arriva fino ad Aiello Calabro e Lago.
Piano di investimenti per una maggiore resilienza
Per far fronte a questa emergenza e garantire maggiore stabilità nel lungo periodo, Sorical ha annunciato interventi strutturali mirati sugli acquedotti Abatemarco e Capodacqua, inseriti nel nuovo piano di investimenti.
L’obiettivo è ridurre le interruzioni, migliorare l’efficienza e mitigare gli effetti della crisi idrica sugli utenti, in un contesto che richiederà sempre più strategie di adattamento climatico.
