Istituto Comprensivo Rende-Quattromiglia “Giovanni Falcone”, due panchine rosse e i giochi della tradizione per educare al rispetto: la comunità dice NO alla violenza
Due panchine rosse, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, sono state inaugurate all’Istituto Comprensivo Rende-Quattromiglia “Giovanni Falcone” in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere.
La cerimonia, resa possibile grazie, sia alla donazione del Comune di Rende, sia alla donazione del Rotaract e dell’Interact Club Rende, ha visto la partecipazione dell’assessora al welfare Daniela Ielasi.
I simboli sono stati collocati davanti alla biblioteca “L’Universo dei valori” di Villaggio Europa, un luogo dove gli alunni costruiscono quotidianamente la propria identità civica e culturale.
Una scelta fortemente voluta: lì dove si formano pensiero critico e sensibilità sociale, la panchina diventa un monito permanente al rispetto e alla dignità della persona.
Non un semplice momento ricreativo, ma una scelta pedagogica precisa: gli studenti sono stati coinvolti nei giochi della tradizione, attività che la scuola considera veri strumenti educativi.
A organizzarli è stato il professor Pietro Turano, che da anni porta avanti un lavoro prezioso nella valorizzazione del gioco come strumento di crescita umana e sociale.
Questi giochi, infatti, non escludono, non discriminano, non creano gerarchie: tutti partecipano con le stesse regole e le stesse opportunità.
Il gioco è relazione: un luogo sicuro dove si impara a guardarsi, comunicare, entrare in contatto con l’altro senza prevaricare.
Attraverso il gioco i ragazzi imparano a gestire emozioni e conflitti, a comprendere il valore della collaborazione, a trasformare la competizione in dialogo e ascolto.
Il gioco diventa così un laboratorio anti-violenza, uno spazio sicuro in cui sperimentare empatia, parità, reciprocità e convivenza civile.
In un’epoca in cui i conflitti spesso degenerano in aggressività, i giochi di un tempo insegnano ai giovani che il rispetto dell’altro è la condizione indispensabile per “stare al mondo” insieme.
L’iniziativa si inserisce nella visione educativa della Dirigente scolastica Maria Cristina Rippa, che da tre anni orienta la scuola verso un’idea di formazione integrale dello studente: non solo sapere disciplinare, ma anche educazione emotiva, civica e valoriale.
Il suo impegno quotidiano, in sinergia con il Comune di Rende, riflette una forte responsabilità verso gli studenti, considerati protagonisti di un percorso di crescita che li porterà a diventare adulti consapevoli, liberi e rispettosi.
“È questa l’idea di una scuola che si fa laboratorio di cittadinanza attiva, inclusiva e attenta alle nuove sfide educative”, come affermato dall’assessora Ielasi.
La partecipazione congiunta di scuola, famiglie, associazioni e istituzioni locali ha mostrato quanto sia fondamentale unire le forze per promuovere una cultura del rispetto e della non violenza.
In questo percorso hanno avuto un ruolo significativo anche le rappresentanze giovanili del territorio: la Presidente Rotaract Rende Michela Del Gaudio e il Presidente Interact Rende Aurelio Zicarelli, che con il loro impegno hanno contribuito a rafforzare il messaggio della giornata.
Le panchine rosse e i giochi della tradizione hanno parlato con la stessa voce: la prevenzione della violenza parte dall’educazione e dalle esperienze quotidiane.
L’Istituto Comprensivo Rende-Quattromiglia “Giovanni Falcone”, fedele al nome che porta, ribadisce così il proprio impegno nel formare cittadini responsabili, capaci di rifiutare ogni forma di sopraffazione e di costruire relazioni sane e paritarie.
Questa giornata non è stata solo un evento, ma un messaggio duraturo: il rispetto si costruisce passo dopo passo, gesto dopo gesto, gioco dopo gioco.
All’I.C. Rende-Quattromiglia “Giovanni Falcone” ogni iniziativa diventa un tassello di un progetto educativo più grande, guidato con determinazione dalla Dirigente Rippa e condiviso da una comunità che crede nella forza della scuola come presidio di civiltà.
E così, davanti a due panchine rosse che parlano al cuore e a giochi della tradizione che parlano al corpo in movimento e alla mente, prende forma una promessa: educare oggi per costruire un futuro che brilli di umanità.

