Il 21 giugno la città scenderà in piazza per l’orgoglio LGBTQIA+: parola alla presidente di Arcigay Cosenza, protagonista di un anno di attivismo, cultura e inclusione, Alessandra Lucanto
C’è un’energia nuova che attraversa Cosenza in questi giorni. Si sente nei dialoghi, nei social, nei luoghi di aggregazione. È l’attesa per il Cosenza Pride 2025, che venerdì 21 giugno tornerà a sfilare per le strade del capoluogo, portando con sé bandiere, sorrisi, rivendicazioni e la volontà, sempre più condivisa, di abitare uno spazio pubblico senza paura.
Ma quest’anno, il Pride non è solo un evento.
È il culmine di un processo più profondo che ha coinvolto la città lungo tutto l’anno, in modo particolare attraverso uno dei progetti culturali più significativi per la comunità LGBTQIA+ locale: il laboratorio di arte Drag, promosso da Arcigay Cosenza.
Nei mesi scorsi, questo laboratorio ha rappresentato per molte persone un’occasione per mettersi in gioco, scoprire e affermare la propria identità attraverso l’arte performativa.
Non un semplice corso, ma uno spazio sicuro dove si sono intrecciate esperienze, emozioni, consapevolezze.
A chiudere questo percorso, lo scorso 13 giugno, uno spettacolo intenso e vibrante al Teatro Comunale di Mendicino, in cui cinque nuove Drag Queen cosentine, guidate e presentate da due Queen spettacolari e brillanti, Zia Gina e Rateds, hanno debuttato davanti a una platea partecipe e divertita.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa, è intervenuta anche l’assessora alla Cultura Rossella Giordano, che ha espresso pubblicamente la volontà dell’amministrazione comunale di proseguire la collaborazione con Arcigay e ha sottolineato quanto sia urgente e necessario “mantenere aperti e attivi questi canali di dialogo culturale, soprattutto in territori come il nostro”.
La rete cresce: una provincia che sostiene
Il Pride che si appresta a partire da Piazza Loreto non sarà solo una marcia.
Sarà il riflesso visibile di un cambiamento profondo, che coinvolge anche molte amministrazioni locali.
Quest’anno, infatti, il patrocinio al Cosenza Pride è stato concesso da un numero record di Comuni: non solo Cosenza e Mendicino, ma anche San Pietro in Guarano, Diamante, Rose, San Martino di Finita, Paterno Calabro, Frascineto, Casali del Manco, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Cerisano, Bisignano, Aiello Calabro, Sant’Agata d’Esaro, Spezzano della Sila, Trebisacce e Oriolo.
Una rete ampia e trasversale, che va oltre le appartenenze politiche e dimostra come i diritti, oggi, siano finalmente percepiti non come “bandiere di parte”, ma come valori fondamentali di convivenza democratica.
Per comprendere appieno il senso di questo percorso, abbiamo raccolto le parole di Alessandra Lucanto, presidentessa di Arcigay Cosenza, che ci ha raccontato il senso del laboratorio, le sfide dell’associazione e l’evoluzione istituzionale in atto.
Il laboratorio di Drag Queen si è appena concluso con una partecipazione vivace e molto sentita. Qual è stato, secondo lei, il valore culturale e sociale di questa esperienza per la comunità locale, e quali sono i prossimi passi per continuare a promuovere l’espressione artistica e l’inclusività?
“L’arte drag ha da sempre rappresentato nella comunità LGBTQIA+ un valore culturale e sociale molto profondo, portando con sé quasi una dualità tra un aspetto più spettacolare e festaiolo ad un altro di lotta e provocazione.
Per la comunità locale che ha partecipato allo spettacolo, è stata di certo un’occasione per mostrare anche ciò che si è creato dietro le quinte, ovvero uno spazio di partecipazione, confronto e riconoscimento reciproco.
Questa seconda edizione ha permesso, ancora una volta, di dare visibilità a voci e identità spesso marginalizzate, rafforzando il senso di appartenenza e valorizzando la diversità come risorsa collettiva. Attraverso l’espressione artistica, le persone coinvolte hanno potuto raccontarsi, condividere emozioni e costruire legami; il calore del pubblico ha mostrato che una comunità coesa, consapevole e accogliente si può educare.
Per proseguire su questa strada, è fondamentale garantire continuità e accessibilità a questo genere di percorsi artistici, coinvolgere le realtà educative e sociali del territorio e sostenere le giovani generazioni (e non) nell’esplorazione della propria creatività.
I prossimi passi potrebbero includere la creazione di spazi dedicati e strutturati per svolgere al meglio queste attività. Far sì che non solo le associazioni ma anche le istituzioni locali si impegnino a promuovere laboratori interculturali e intergenerazionali per rendere l’arte uno strumento di trasformazione sociale duratura.”
L’Arcigay è da tempo un presidio importante sul territorio per i diritti e la visibilità delle persone LGBTQIA+. Quali sono le attività e le iniziative che l’associazione sta portando avanti attualmente in città, e quanto è cresciuta in termini di partecipazione e consapevolezza la rete locale?
“Tra le iniziative attualmente in corso spicca il progetto “Rugby Cosenza Open Club”, nato in collaborazione con la squadra cittadina del Rugby Cosenza per creare il primo team sportivo LGBTQIA+ in Calabria.
Sul fronte culturale, l’associazione è molto attiva con cicli di proiezioni “Cinefuori!” e incontri come il club del libro “Pagine Arcobaleno”.
Non possiamo poi non citare la collaborazione al CAD, il Centro Antidiscriminazioni LGBT+, sostenuto insieme ad Arci Cosenza e Arci RED, che offre supporto psicologico, legale e sportelli di accoglienza dedicati a persone migranti LGBTI+.
Non mancano, inoltre, iniziative dedicate alla prevenzione della salute sessuale, come il Checkpoint HIV e momenti informativi durante gli eventi pubblici.
L’associazione è anche promotrice del Cosenza Pride dal 2017, sebbene l’iniziativa abbia visto successivamente uno stop di qualche anno, siamo riusciti a riportare il corteo tra le strade di Cosenza lo scorso 22 giugno 2024 e stiamo per rifarlo il prossimo 21 giugno 2025.
In termini di partecipazione e consapevolezza, la rete locale è cresciuta in modo visibile. C’è maggiore coinvolgimento da parte delle persone volontarie, attiviste e cittadine, così come una più ampia disponibilità alla collaborazione da parte delle istituzioni e di molte realtà locali. Questo dimostra non solo una crescita numerica, ma anche un’evoluzione culturale.”
In vista del prossimo Gay Pride, diversi comuni hanno concesso il patrocinio, un gesto che nel 2025 dovrebbe rappresentare la normalità. Può raccontarci quanti e quali enti hanno aderito, e come valuta questa apertura istituzionale rispetto al passato?
“Quest’anno abbiamo registrato una partecipazione istituzionale particolarmente significativa: numerosi Comuni della provincia hanno concesso il patrocinio, confermando come nel 2025 questo gesto non debba più essere percepito come straordinario, ma come un atto dovuto di riconoscimento e sostegno ai diritti civili.
Oltre al Comune di Cosenza, che per il secondo anno consecutivo ha patrocinato e sostenuto attivamente il Pride, hanno aderito ufficialmente anche i Comuni di San Pietro in Guarano, Diamante, Rose, San Martino di Finita, Paterno Calabro, Frascineto, Casali del Manco, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Cerisano, Bisignano, Aiello Calabro, Sant’Agata d’Esaro, Spezzano della Sila, Trebisacce, Oriolo e ovviamente Mendicino.
Si tratta quindi di una rete istituzionale estesa e composita, che copre sia il capoluogo che realtà più piccole dell’entroterra calabrese.
Rispetto al passato, e in base anche al lavoro svolto insieme in alcune di queste città, possiamo dire che il patrocinio non è più il frutto di battaglie isolate o concessioni politiche eccezionali, ma una scelta consapevole da parte delle amministrazioni comunali, spesso accompagnata da dichiarazioni chiare sul valore del Pride come momento di educazione civica, contrasto all’odio e promozione dell’uguaglianza.
Molti degli enti patrocinanti hanno inoltre aderito alla Rete Re.A.Dy (la Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni anti-discriminazioni), e diversi hanno già introdotto strumenti concreti di inclusione, come il riconoscimento dell’identità alias per persone transgender.
L’apertura istituzionale che osserviamo oggi non solo rafforza la legittimità e il valore del Pride, ma rappresenta anche una responsabilità collettiva: costruire territori in cui nessuna persona sia costretta a nascondersi o a sentirsi sola. In questo senso, i patrocini concessi nel 2025 sono un indicatore importante del cambiamento culturale in atto nella nostra regione.”
Non solo bandiere: territori che parlano
Il Pride, quest’anno, non è una semplice festa. È il risultato di anni di lavoro, di battaglie spesso silenziose, di mani tese e porte che finalmente si aprono.
Il 21 giugno sarà un giorno di musica, orgoglio e lotta, ma anche il segnale concreto che la Calabria può essere terra di diritti, di accoglienza e di futuro.
E lo sarà non perché lo dice uno slogan, ma perché centinaia di persone lo renderanno realtà, passo dopo passo, al ritmo di un corteo che parla la lingua dell’uguaglianza.
