Dal tango di Piazzolla alle sonorità di Ravel e Gershwin: un mese di concerti tra chiostri, cattedrali e auditorium
COSENZA – Sul finire dell’estate si riaccendono le note del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio”, diretto da Francesco Perri. Lo storico Istituto superiore di studi musicali riprende il suo cammino artistico con un ricco calendario di appuntamenti che accompagnerà cittadini e appassionati lungo tutto il mese di ottobre.
La rassegna si apre mercoledì 17 settembre, alle 20.30, nel Chiostro del Conservatorio con “Nuit du Tango”, concerto che vedrà protagonista la viola di Virginia Luca, affiancata dalle percussioni di Christian Guerra e Michele Potenza, in un omaggio vibrante all’Argentina di Astor Piazzolla. In programma capolavori come Chanson de la naissance, Meditango, Milonga for three e Cafè 1930, ma anche brani di Emmanuel Séjourné e Mauro Montalbetti.
Il viaggio musicale prosegue il 26 settembre al Duomo di Santa Maria Assunta con “Quinta Vox – l’unione e l’alternanza”, e si intensifica con un fitto programma di concerti tra Casa della Musica, l’Oratorio del Rosario e l’Unical: dall’orchestra sinfonica del Conservatorio diretta da Giulio Marazia (1° ottobre), al tributo a Rendano e Rachmaninov (6 ottobre, Rodolfo Rubino al pianoforte), fino all’ensemble barocco “BaroKos” (10 ottobre).
Ottobre si colora così di generi e suggestioni: da Ravel e Schumann (14 ottobre) alle voci corali (15 ottobre), dal concerto dei solisti all’Unical (16 ottobre) alle sperimentazioni coreografiche dedicate a Satie (25 ottobre). Non mancano i grandi classici con Mozart e Haydn (24 ottobre), né le incursioni oltre oceano con Gershwin e la sua celebre Rhapsody in Blue (23 ottobre).
Il sipario calerà il 31 ottobre con “Silenzio, Aure Volanti”, serata speciale dedicata ai 300 anni di Alessandro Scarlatti, che vedrà protagonisti strumenti antichi e voci soliste per un finale di stagione dal respiro barocco.
«Un percorso che ridà centralità alla musica come esperienza culturale condivisa – sottolinea il direttore Perri – e che rafforza il legame tra Conservatorio e territorio».
