Cosenza, la Liberazione è una condanna: ko a Salerno (3-1) e game over.

Aprile 25, 2025

SALERNITANA – COSENZA 3-1

SALERNITANA (3-4-2-1) 53 Christensen; 13 Ruggeri, 33 Ferrari, 47 Lochoshvili; 29 Ghiglione, 73 Amatucci, 16 Corazza; 70 Tello (Hrustic) 21 Soriano (Stojanovic), 31 Verde (Tongya); 90 Cerri (Simy). IN PANCHINA 5 Sepe, 2 Gentile, 17 Njoh, 27 Guasone, 30 Stojanovic, 8 Hrustic, 18 Caligara, 72 Girelli, 7 Tongya, 19 Reine-Adelaide, 9 Simy, 99 Raimondo. ALLENATORE Marino.

COSENZA (3-4-2-1) 1 Micai; 29 Sgarbi, 55 Hristov, 23 Venturi; 16 Ricciardi (Martino), 5 Gargiulo, 28 Kouan (Charlys), 31 Ricci (D’Orazio); 34 Florenzi, 20 Rizzo Pinna (Mazzocchi); 9 Artistico (Zilli). IN PANCHINA 22 Vettorel, 15 Dalle Mura, 17 Caporale, 4 Martino, 2 Cimino, 39 Kourfalidis, 6 Charlys, 11 D’Orazio, 19 Ciervo, 10 Fumagalli, 30 Mazzocchi, 20 Zilli. ALLENATORE Alvini.

ARBITRO Davide Di Marco della sezione di Ciampino. ASSISTENTI Marco D’Ascanio della sezione di Ancona e Francesco Cortese della sezione di Palermo. IV UFFICIALE DI GARA Fabio Rosario Luongo della sezione di Napoli. VAR Ivano Pezzuto della sezione di Lecce. ASSISTENTE VAR Giacomo Camplone della sezione di Pescara.

NOTE: Recupero: 3′ e 6′

MARCATORI: 49′ Corazza, 64′ Ferrari , 78′ Tongya, 81′ Zilli

AMMONITI: Kouan, Tello, Hurstic

Il Cosenza finisce sott’acqua anche a Salerno ( 3-1) e ora attende la retrocessione matematica. L’ossigeno salvezza sta per esaurirsi, con 8 punti da recuperare a 4 giornate dal termine, e quasi 2 gol incassati a partita nelle ultime giornate. Perdere la prossima contro il Bari potrebbe voler dire meritato declassamento.

Una partita che ne contiene tante altre di questa maledetta stagione. Un discreto Cosenza nei primi 45′, manovra a tratti apprezzabile seppur con qualche sbavatura e poi il gol regalato, stavolta da chi non te lo aspetti, quel Micai che ha tenuto in piedi la baracca finchè ha potuto, tra mille peripezie in campo e fuori. Il gol di Zilli quando era già tutto scritto l’ultimo respiro di vita. Il futuro è già iniziato, a quali tinte lo capiremo molto presto.

Alvini, senza Garritano e Cruz, rispolvera Kouan nella cerniera di centrocampo, con Ricciardi a destra e Rizzo Pinna (assieme a Florenzi) a supporto di Artistico.

Hristov è incardinato nei tre centrali difensivi, Dalle Mura resta in panchina.

Nel giorno della Liberazione i quindicimila dell’Arechi e i 150 stoici da Cosenza accompagnano in silenzio il minuto di raccoglimento per Papa Francesco.

Squadre speculari, nel segno del 3-4-2-1. Nella Salernitana sono Soriano e Verde a giocare in funzione di Cerri. Non c’è l’ex rossoblù Zuccon, infortunato, lo sostituisce Tello. Sono i granata con una girata di Soriano a solleticare Micai già al 7′ sugli sviluppi del primo corner conquistato. La Salernitana andrebbe anche in gol con Cerri al 12′ pronto a raccogliere la respinta centrale di Micai su punizione potente di Verde, ma il suo scavetto è invalidato dal fuorigioco.

Un minuto dopo la prima timida conclusione dei lupi verso la porta, a firma Venturi, parato.

Qualche fastidio in più lo portano i tre corner di fila dei lupi a ridosso del 20′. Più Ricci che Ricciardi nella manovra rossoblù, dalla quale però non sgorgano le giuste opportunità, anche quando Artistico non trova l’attimo fuggente su assist di Rizzo, innescato in piena area di rigore granata (27′). Cinque minuti dopo lo stesso Rizzo Pinna a dilapidare di testa un cross dalla destra di Florenzi.

Al 35′ la migliore occasione per la Salernitana, propiziata da uno scivolone di Ricciardi che libera strada a Corazza, Micai fa muro e salva i lupi. Prendono un briciolo di coraggio i campani, costretti in un certo senso a fare la partita. Scivolano in molti nella metà campo rossoblù, compreso l’arbitro. Ma non c’è altro da raccontare in un primo tempo che ha visto un Cosenza sì propositivo, ma al solito sterile, con il colpo in canna.

Al rientro in campo il tecnico granata Marino inserisce Hrustic per un deludente Tello, peraltro ammonito. Va avanti per la sua strada Massimiliano Alvini. Qualche problemino tecnico per la terna arbitrale, pare un ricevitore difettoso.

Si riparte con una decina di minuti di ritardo, ma al 49′ Micai fa crac, facendosi bucare da un tiro innocuo di Corazza dal limite d’aria su azione di calcio d’angolo. Il portierone mantovano forse non vede, ma l’errore è da matita rossa.

La Salernitana tira un sospiro di sollievo e si stappa, flirtando anche con il raddoppio, ma Verde trova un Micai stavolta attento.

Mazzocchi e Charlys per Rizzo e Kouan, la risposta di Alvini allo svantaggio. Svantaggio che potrebbe lievitare al 58′ quando la testata di Cerri da corner è frenata dal piede di Micai. Il gol è solo rimandato perchè al 63′ è Ferrari a baciare una palla vagante su corner mal contenuto dalla difesa bruzi: 2-0 dopo precedente, ingiusto, annullamento di Di Marco.

Entra anche D’Orazio per un buon Ricci. Impeto finale dei rossoblù, ma la concretezza sotto porta è un’altra cosa e l’ardore svanisce presto. Così Tongya finalizza il 3-0 al termine di una ripartenza a tamburo battente dei locali.

A nulla serve la terza segnatura stagionale  (seconda consecutiva) di Zilli, dopo un tocco sotto di ginocchio e piatto destro a beffare tutta la retroguardia salernitana. Ed è ancora Zilli a sfiorare la doppietta con pregevole girata dal limite (86′). E’ l’unico lampo a squarciare un buio da cui non si uscirà.

Avviso ai naviganti (Guarascio, Scalise, Micheli): da domani, anzi da stasera, ogni momento è quello buono per raccontarci qual è la reale situazione economico – finanziaria del Cosenza calcio, fino a che punto sono progredite le trattative per l’eventuale cessione e cosa si intende fare per salvaguardare la dignità, presente e futura, di una piazza che non attende altro che la Liberazione. Quella sportiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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