Cosenza, la Guardia di Finanza fa irruzione all’Asp: l’ANAC indaga sull’appalto da 46 milioni affidato alla società di Lotito

Novembre 12, 2025

Sotto la lente i rapporti tra sanità e politica dopo l’assegnazione del servizio di pulizia e sanificazione all’RTI Team Service–SNAM Lazio Sud. L’Anticorruzione parla di modifiche sospette e mancate risposte dai vertici dell’Asp

COSENZA – Nuova bufera sulla sanità calabrese. Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha fatto irruzione negli uffici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, nell’ambito di un’indagine che punta a far luce sugli intrecci tra appalti pubblici e politica.

L’attenzione degli investigatori è rivolta all’affidamento del maxi appalto da 46 milioni di euro per il “Servizio di pulizia, sanificazione e attività complementari” in tutte le strutture dell’Asp di Cosenza. L’appalto, della durata di quattro anni, è stato assegnato lo scorso luglio al Raggruppamento Temporaneo di Imprese Team Service Società Consortile, guidato dalla SNAM Lazio Sud, società riconducibile a Claudio Lotito, presidente della Lazio e senatore di Forza Italia.

Secondo quanto trapelato, i documenti acquisiti dai finanzieri sono stati trasmessi all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), che ne sta analizzando il contenuto per accertare eventuali anomalie procedurali. L’intervento delle Fiamme Gialle si è reso necessario dopo che né la dirigenza dell’Asp di Cosenza, né il Responsabile del Procedimento hanno risposto alle richieste di chiarimenti dell’ANAC.

A sollevare il caso è stato un esposto che denuncia possibili irregolarità nella gara: la modifica dei punteggi attribuiti alle offerte tecniche, la rettifica dei verbali della commissione giudicatrice, l’esclusione tardiva di alcuni concorrenti e la presunta alterazione dei criteri di valutazione nel corso della procedura, elementi che avrebbero potuto incidere sulla graduatoria finale.

Nonostante la stessa commissione avesse riconosciuto l’anomalia dell’offerta del raggruppamento riconducibile a Lotito, il gruppo è stato comunque dichiarato vincitore, motivando la convenienza economica con “esperienza, professionalità e innovazione” che avrebbero consentito di garantire il servizio a costi inferiori.

Le verifiche dell’Anticorruzione

L’Ufficio Vigilanza Servizi e Forniture dell’ANAC, dopo le prime verifiche, ha confermato la presenza di modifiche e rettifiche durante lo svolgimento della gara. Nell’agosto 2025 l’Autorità ha chiesto al Responsabile del Procedimento di fornire entro 30 giorni una relazione dettagliata con la documentazione completa – tra cui la nomina della commissione, la determina a contrarre e le motivazioni che hanno portato l’Asp a bandire una gara autonoma anziché aderire alla centrale d’acquisto Consip – ma non ha ricevuto alcuna risposta.

Intanto la deputata Vittoria Baldino (M5S) ha segnalato un possibile conflitto d’interessi: mentre Lotito, imprenditore, si aggiudica un appalto milionario in Calabria, il senatore Lotito – esponente dello stesso partito del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto – propone emendamenti volti a rafforzare i poteri dei commissari alla sanità e a introdurre uno “scudo penale” per i dirigenti delle Asp in piano di rientro.

Un sistema sotto osservazione

L’indagine sull’appalto di pulizie si aggiunge a una serie di inchieste parallele che coinvolgono la sanità cosentina: dagli avvisi di garanzia ai vertici dell’Asp per le transazioni milionarie con BFF Bank, fino alla condanna di un dirigente a risarcire oltre 1 milione di euro per un danno erariale relativo alla fornitura di gas medicale.

Restano inoltre aperti i fascicoli sulla gestione del servizio 118, affidato a postazioni senza medico a bordo e con interventi garantiti da volontari. Una condizione che, in una regione in cui le infezioni ospedaliere causano tra 8.000 e 10.000 decessi l’anno, impone di vigilare su servizi essenziali come le pulizie e la sanificazione, fondamentali per la sicurezza dei pazienti.

Le indagini proseguono, mentre cresce l’attesa per le conclusioni dell’ANAC e le eventuali decisioni della magistratura, che potrebbe arrivare a sospendere o revocare l’appalto affidato alla società del patron biancoceleste.

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