Cosenza, intervento “mai tentato in Calabria” salva un 20enne con aneurisma gigante

Ottobre 8, 2025

La straordinaria storia di Raffaele e dell’équipe medica che ha sfidato il tempo e il destino: “Lo hanno curato come fosse figlio loro”

Una storia di coraggio, competenza e straordinaria umanità si è scritta qualche settimana fa all’ospedale pubblico di Cosenza, dove una giovanissima vita è stata strappata a un destino che sembrava ormai segnato.

Raffaele, 20 anni, affetto da una rara variante della sindrome di Marfan – una malattia genetica che rende l’aorta estremamente fragile – è stato salvato grazie a un intervento d’urgenza mai tentato prima in Calabria.

L’aorta del ragazzo aveva raggiunto un punto critico: un aneurisma toracico di circa dieci centimetri stava per rompersi, lasciandogli solo poche ore di vita. «Il dottor Paolo Piro mi ha guardato negli occhi e mi ha detto che dovevano salvare mio figlio. Allora ho capito che non ci avrebbero abbandonato», ha raccontato commossa la madre, Luisa.


Un’operazione straordinaria contro il tempo

Di fronte all’emergenza, l’équipe di Chirurgia vascolare dell’ospedale cosentino ha preso una decisione coraggiosa: intervenire immediatamente, nonostante il rischio elevatissimo.

Molti altri ospedali avevano rifiutato l’intervento, ma a Cosenza è prevalsa la volontà di tentare il tutto per tutto. Il cardiochirurgo Marco Valente ha affiancato il dottor Paolo Piro in un’operazione che, persino al Policlinico Gemelli di Roma, dove Raffaele è ora in cura, è stata definita “straordinaria”.

I medici hanno ricostruito il tratto di aorta dilatato, impiantando un dispositivo endovascolare – una sorta di “parete interna” – che ha impedito la rottura imminente. Un gesto di altissima chirurgia che segna una pagina storica per la sanità calabrese.


L’umanità che salva

La crisi non era stata la prima. Già a giugno, durante un ricovero per dolore toracico, a Raffaele erano stati diagnosticati due aneurismi (aorta e arteria succlavia). Dopo un primo intervento al Gemelli, era tornato a Cosenza per essere seguito, ma un’infezione aveva complicato il quadro.

Quando l’emorragia si è aggravata, la prontezza e l’umanità dell’équipe medica hanno fatto la differenza.

Luisa ha voluto ringraziare pubblicamente la dottoressa Cosima Cloro, responsabile dell’Unità di terapia intensiva cardiologica, e il dottor Antonio Mastroianni, direttore di Malattie infettive:

«Lo hanno curato come fosse figlio loro».


Una rete che funziona

Stabilizzato e cosciente dopo l’intervento, Raffaele è stato trasferito in elisoccorso al Policlinico Gemelli per proseguire la terapia. Un’operazione logistica impeccabile, grazie anche a Riccardo Borselli (direttore del Suem 118) e Marco Laratta (coordinatore infermieristico), che hanno garantito tempi e coordinamento perfetti.


Una luce di speranza per la Calabria

La vicenda di Raffaele è oggi una testimonianza luminosa di buona sanità: medici, infermieri e operatori che hanno scelto di non arrendersi davanti a un destino segnato, trasformando un’emergenza in un successo che dà orgoglio alla Calabria.

«Si sappia – ha concluso Luisa – che a Cosenza c’è chi lavora con capacità e umanità. Nostro figlio è vivo grazie a loro».

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