Commissione Territoriale di Crotone al collasso: sette operatori per due regioni e mille richiedenti asilo in attesa

Dicembre 4, 2025
Commissione Territoriale di Crotone al collasso: sette operatori per due regioni e mille richiedenti asilo in attesa
Commissione Territoriale di Crotone al collasso: sette operatori per due regioni e mille richiedenti asilo in attesa

La situazione della Commissione Territoriale di Crotone, responsabile delle richieste di asilo in Calabria e Basilicata, è sempre più critica. I dipendenti sono solo sette, ma devono coprire due regioni. I ritardi crescono di mese in mese e le attese diventano interminabili. L’assenza di un reale potenziamento del personale, nonostante le segnalazioni, paralizza l’intero sistema.

Secondo USB Cosenza, nella provincia bruzia ci sono quasi mille persone in attesa della prima convocazione da oltre due anni. Questo dato mostra una criticità ormai fuori controllo. Molti richiedenti restano bloccati in una situazione di incertezza che dura troppo a lungo.

Commissione Territoriale di Crotone, parla Lidia Vicchio:«Il sotto organico non è più una giustificazione»

L’avvocatessa, attiva insieme ad ASGI, sottolinea che il problema non può più essere ignorato.

«Il sottonumero non può più essere una giustificazione. Bisogna inviare richieste chiare al Ministero. E la domanda è semplice: perché non è stato fatto un concorso ad hoc?».

Per sopperire alla mancanza di personale sono stati inseriti commissari provenienti dal MEF. Ma la misura, secondo Vicchio, è inadeguata:

«Che preparazione possono avere per un compito così delicato? Devono valutare le domande di persone che arrivano da altri Paesi».

Scioperi ignorati e priorità sbagliate

Non è un problema nuovo. Nei due anni precedenti, i funzionari delle Commissioni Territoriali hanno indetto vari scioperi chiedendo concorsi specifici per rafforzare gli organici. Richieste rimaste lettera morta.

Vicchio evidenzia anche come le risorse siano state indirizzate altrove, spesso in maniera discutibile:

«Abbiamo speso un miliardo per i centri in Albania, rivelatisi un fallimento. Con quei fondi si potevano bandire concorsi e assumere personale qualificato».

Un sistema al limite
Con sette operatori per due regioni, una mole crescente di richieste e tempi di attesa inconcepibili, la Commissione di Crotone rappresenta un esempio lampante di come la gestione dell’asilo in Italia rischi il collasso. L’assenza di una pianificazione strutturata, unita a carenze croniche che si trascinano da anni, pone inoltre seri interrogativi sulla capacità del sistema di garantire diritti fondamentali. Le soluzioni esisterebbero, ma continuano – come denuncia Vicchio – a essere “messe sotto il tappeto”, mentre centinaia di persone restano sospese in un limbo burocratico senza fine, con ripercussioni non solo amministrative ma anche sociali e psicologiche.

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