Capolavoro rubato 47 anni fa torna a casa: la “Madonna del Rosario” restituita all’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano

Ottobre 10, 2025

Il dipinto del ‘700 attribuito a Francesco De Mura è stato riconsegnato ieri pomeriggio dopo mezzo secolo grazie all’operazione dei Carabinieri TPC di Napoli

Dopo quasi cinquant’anni, un capolavoro barocco trafugato dalla Calabria fa finalmente ritorno nella sua terra. Nel pomeriggio, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Napoli ha restituito all’Arcivescovo di Cosenza–Bisignano un prezioso dipinto del XVIII secolo, rubato il 4 gennaio 1978 dalla Chiesa Maria SS del Rosario di Rende (Cosenza).

L’opera, un olio su tela di circa 115×150 cm attribuito al maestro napoletano Francesco De Mura (1696–1782), raffigura la “Madonna del Rosario con Gesù Bambino e Santi”. Era stata sottratta da ignoti quasi mezzo secolo fa e di essa si erano perse le tracce, fino al recente ritrovamento a Napoli.

Il quadro è stato pignorato nel corso di un procedimento civile nella città partenopea. Gli approfondimenti sulla provenienza di alcuni beni artistici detenuti da privati hanno infatti portato i militari del Nucleo TPC a scoprire che il dipinto, oggetto di pignoramento, coincideva con quello trafugato a Rende 47 anni prima.

Determinante è stata la consultazione della “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, archivio digitale unico al mondo gestito dal Comando Carabinieri TPC, che raccoglie oltre 1,3 milioni di schede relative a opere d’arte da ricercare.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Pierpaolo Filippelli), hanno permesso di ricostruire la storia dell’opera e di disporne la restituzione.

Il dipinto torna così nella sua sede originaria, riabbracciando la comunità di Rende e i suoi fedeli, e sarà nuovamente collocato nel contesto territoriale e spirituale a cui appartiene, rendendolo di nuovo fruibile al pubblico e alla devozione popolare.

Un ritorno che rappresenta non solo la vittoria della legalità, ma anche un gesto di restituzione identitaria e culturale per l’intera Calabria.

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