Autismo, l’allarme di Angsa Cosenza: «Famiglie abbandonate, servono centri e servizi concreti»

Settembre 4, 2025

L’associazione chiama i candidati alle elezioni regionali: «Incontrate i genitori, ascoltate i bisogni reali»

COSENZA – L’autismo resta uno dei grandi temi sociali della Calabria. A ricordarlo è l’Angsa Cosenza, che ogni giorno raccoglie testimonianze di genitori di bambini, ragazzi e adulti con Disturbo dello spettro autistico. Racconti che, ancora una volta, evidenziano le enormi carenze nei servizi, soprattutto nella provincia bruzia.

Mancano centri specializzati accreditati con il Servizio sanitario, una presa in carico continuativa della persona e un reale raccordo tra le diverse opportunità previste dal cosiddetto Progetto di vita. Le famiglie denunciano una condizione di abbandono, aggravata dal divario con altre regioni italiane, dove la rete sanitaria, socio-sanitaria e scolastica garantisce livelli di assistenza più adeguati.

Negli ultimi anni non sono mancati annunci sulla creazione di nuovi centri, in particolare nei Comuni più grandi, ma a quelle promesse non sono seguiti fatti concreti. «Si continua a vivere – sottolineano i genitori – in una condizione di incertezza e solitudine, nonostante leggi e programmazioni regionali già esistano».

L’appello alla politica

In vista della campagna elettorale, Angsa Cosenza lancia un invito ai candidati alla presidenza della Regione e ai candidati al Consiglio regionale, di qualsiasi schieramento: incontrare le famiglie, ascoltare i bisogni reali e confrontarsi con chi affronta ogni giorno le difficoltà dell’autismo.

«Gli incontri – spiega l’associazione – potranno essere concordati nei prossimi giorni. L’obiettivo non è sollecitare promesse, ma stimolare una conoscenza diretta che possa tradursi in azioni concrete a tutela dei diritti delle persone con autismo, troppo spesso negati».

Un tema che non deve spegnersi dopo il voto

L’appello di Angsa va oltre la scadenza elettorale. L’autismo riguarda centinaia di famiglie calabresi e necessita di politiche strutturali, programmazioni di lungo periodo e investimenti in formazione, servizi e inclusione.

In una regione segnata da spopolamento e carenze croniche, il rischio è che le persone più fragili vengano lasciate indietro. Ma ascoltare la voce delle famiglie e trasformare la loro esperienza in linee guida per la politica può rappresentare il punto di partenza per una nuova stagione di diritti.

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